La Sp della Diga di Tarsia è incompleta e pericolosa: l’asfalto ‘divora’ pneumatici e snerva l’utenza: “Siamo esausti, s’intervenga presto!”
Un carro attrezzi costeggiato sul ciglio della strada, tre birilli e un triangolo d’emergenza a circoscrivere la zona e un’auto ferma – poco più avanti – con le quattro frecce accese e uno pneumatico squarciato. Una scena ben nota a chi percorre quotidianamente la Strada provinciale 197, quella della “diga di Tarsia” che conduce verso Corigliano Rossano. Ogni giorno e a ogni ora, centinaia di pendolari la percorrono in autonomia per raggiungere il centro più grande della provincia di Cosenza (o che percorrono il tratto in direzione opposto per raggiungere il capoluogo): docenti delle scuole ioniche, principalmente, ma anche altre professionalità che percorrono quei 2-3 chilometri di strada dissestata in apnea con la paura di non riuscire a scansare quello o quell’altro cratere. Già, scansare, perché di questo si tratta.
Chilometri infernali
E spesso non basta neanche affidarsi al fato o alle sfere celesti, soprattutto quando il maltempo è impietoso e l’asfalto-goviera si cela appena sotto l’acqua piovana. Una strada che “divora” pneumatici con l’ingordigia tipica di quei tratti che non vengono manutenuti da tempo (come è testimoniato nel video). E così, ogni giorno, il bordo strada si trasforma in un cimitero della auto costrette al pit-stop forzato, nella speranza che qualcuno si fermi a offrire aiuto o che il carro attrezzi di turno (nel frattempo impegnato in un altro intervento salvifico) arrivi prima possibile.
Il disagio dei pendolari
L’avvocato Domenico Tulino, docente che viaggia tutti i giorni, negli ultimi mesi si è fermato spesso per prestare soccorso ai malcapitati di turno. “La situazione sulla Provinciale è drammatica. Da più di quattro mesi la strada è in una condizione disastrosa: buche, corsie invase dall’acqua, animali selvatici. Tutti i pendolari che affrontano questa strada ogni giorno si trovano a dover fronteggiare pericoli nuovi. Quotidianamente assistiamo a continui interventi delle forze dell’ordine e dei carri attrezzi; anche noi spesso ci fermiamo a soccorrere i colleghi in panne, che hanno subito danni alle loro vetture”.
Anche il titolare di un’officina a San Nico, Saverio Barletta, testimonia il disagio vissuto dagli utenti che, spesso e (mal)volentieri fanno tappa presso di lui. “La strada è piena di buche e in officina arrivano auto con pneumatici rotti, testine saltate, cerchi distrutti e ogni tipo di danneggiamento. L’altra volta una macchina di grossa cilindrata, una Porche, ha sbattuto contro un traliccio incrociato durante il percorso e il proprietario è stato costretto a scucire parecchi soldi per riparare il danno”.
Ha dell’incredibile l’episodio raccontato dal titolare della Marino Gomme &Service, che ormai destina un dipendente per le emergenze da diverse settimane a questa parte. “Nel giro di un paio di ore, l’altra mattina, abbiamo messo a disposizione il nostro mezzo di soccorso bene sei volte. Ma mediamente interveniamo 3-4 volte al giorno. La situazione è davvero drammatica, non è giusto circolare su un manto stradale ridotto in questa condizione”.
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