Abruzzo

Morte di Andrea Prospero, il processo resta a Perugia


Resta a Perugia il processo al diciannovenne romano accusato di istigazione o aiuto al suicidio in relazione alla morte di Andrea Prospero, lo studente di Informatica di Lanciano trovato morto nel gennaio del 2025 in un bed and breakfast del centro storico di Perugia.

Nell’udienza di oggi, 26 febbraio, la Corte d’assise di Perugia ha respinto un’eccezione di incompetenza territoriale avanzata dalla difesa dell’imputato, l’avvocato Alessandro Ricci. Il collegio presieduto da Angela Avila ha ritenuto che l’istigazione o l’aiuto al suicidio vada collocata a Perugia, dove Prospero è deceduto e dove quindi si è consumato il reato, e non a Roma, città di residenza dell’imputato che era in chat con lo studente lancianese mentre questi portava a compimento il tragico gesto. Il giovane romano, da undici mesi agli arresti domiciliari, oggi non ha preso parte all’udienza.

La difesa dell’imputato ha anche presentato una nuova istanza di patteggiamento, a tre anni di reclusione ma – come anticipato da ChietiToday – senza il consenso dei pubblici ministeri, il procuratore Raffaele Cantone e la sostituta Annamaria Greco, e quindi nemmeno esaminata dai giudici. Nei mesi scorsi l’imputato aveva già chiesto di patteggiare davanti al Gip del tribunale di Perugia che però ha rigettato l’istanza ritenendo troppo bassa la pena concordata.

Su un’ulteriore richiesta della difesa dell’imputato, di escludere alcune parti civili, la Corte si è riservata la decisione. A tutte le istanze si sono opposti i pubblici ministeri e i legali dei familiari del giovane morto, tutti presenti in aula.

Il processo è stato rinviato al 22 aprile prossimo per sentire i primi testimoni della Procura di Perugia, ovvero i familiari di Prospero e gli investigatori della polizia che condussero inizialmente le indagini.


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