Lazio

inaugurata la nuova sala operativa all’Eur

Un occhio elettronico sempre acceso per proteggere i dati di milioni di cittadini e la continuità dei servizi amministrativi. È stata inaugurata questa mattina, mercoledì 25 febbraio, la nuova sala operativa del Cyber Security Operations Center (Csoc) di Roma Capitale.

La struttura ha sede in viale Giorgio Ribotta 41, nel cuore dell’Eur Torrino, all’interno degli uffici della Città Metropolitana.

Al taglio del nastro, il sindaco Roberto Gualtieri è stato affiancato dalle massime autorità del settore: il Prefetto Lamberto Giannini, il direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) Bruno Frattasi e il direttore della Polizia Postale Ivano Gabrielli.

I numeri del “perimetro digitale”

Il centro monitora un ecosistema digitale vastissimo e capillare, che rappresenta il sistema nervoso della Capitale:

A gestire questa imponente mole di dati è un team di dieci professionisti del Dipartimento Cybersecurity e Privacy, un’unità d’élite nata quattro anni fa per rispondere a minacce informatiche sempre più sofisticate.

Un anno di “guerra silenziosa”: i dati del 2025

Gualtieri ha snocciolato i numeri di quella che ha definito un’emergenza quotidiana. Nel solo 2025, i sistemi di difesa di Roma hanno respinto:

  • 20,7 milioni di minacce tramite firewall.

  • 20.000 siti malevoli oscurati.

  • 380 virus bloccati prima della diffusione.

  • 117 attacchi DDoS (tentativi di mandare in tilt il portale comunale), di cui 49 classificati come “altamente critici”.

Nonostante la pressione, l’impatto sui servizi è stato nullo. Anche l’ultimo attacco registrato in questi giorni ai sistemi bibliotecari è stato prontamente neutralizzato.

Il test del Giubileo e l’Intelligenza Artificiale

Il vero “battesimo del fuoco” è stato il Giubileo 2025. Roma ha dovuto proteggere la privacy di 33,4 milioni di pellegrini e garantire la sicurezza informatica di 35 grandi eventi internazionali.

Una sfida resa ancora più complessa dall’uso dell’intelligenza artificiale da parte degli hacker, che ha innalzato il livello di pericolosità delle intrusioni.

«Difendere i dati significa difendere i diritti dei cittadini», ha ribadito Gualtieri. Un concetto ripreso da Bruno Frattasi (ACN), che ha lodato il superamento della logica dei “compartimenti stagni” a favore di una sicurezza integrata, e dal Prefetto Giannini, che ha definito l’investimento in cybersecurity una scelta strategica imprescindibile per la resilienza della moderna metropoli.

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