svelato il giallo dell’uomo morto con il braccialetto ospedaliero
Aveva un nome, una storia e un’ambasciata che lo cercava, ma per il mondo era solo un’ombra che si trascinava lungo la via Laurentina. È stato risolto il mistero del corpo ritrovato domenica mattina nell’area dell’ex cava Nenni.
Quel braccialetto bianco ancora stretto al polso, simbolo di un ultimo estremo tentativo di assistenza, apparteneva a Zdzislaw Ryszard Kulesz, cittadino polacco di 56 anni, morto in solitudine tre giorni dopo aver lasciato l’ospedale.
La residenza dei “fantasmi”
Zdzislaw era un senza fissa dimora, uno dei tanti “abitanti” di via Modesta Valenti. Una strada che non esiste sulle mappe stradali, ma solo sui registri dell’anagrafe: un indirizzo convenzionale intitolato alla donna che morì alla Stazione Termini perché l’ambulanza si rifiutò di soccorrerla a causa delle sue condizioni igieniche.
Un destino beffardo, che per il 56enne polacco si è compiuto a pochi chilometri dal luogo dove sperava di aver trovato rifugio.

Il ricovero e le “cure alberghiere”
La ricostruzione fornita dalla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico chiarisce i contorni della sua ultima settimana di vita. Tutto inizia la sera di martedì 17 febbraio, quando il 118 lo trasporta in pronto soccorso.
Non ha documenti, non parla italiano, è confuso. I medici lo accolgono per quelle che in gergo vengono chiamate “cure alberghiere”: viene lavato, rivestito con abiti puliti e sottoposto a esami clinici.
Mentre il servizio sociale ospedaliero lavora febbrilmente con l’Ambasciata di Polonia per trovargli una sistemazione dignitosa, giovedì sera scatta la rottura: Zdzislaw firma le dimissioni e si allontana volontariamente dai locali del DEA.
La fine nell’ex cava
Dalle ore 18:57 di quel giovedì, l’uomo torna a essere un fantasma. Cammina per chilometri nel quadrante sud di Roma, probabilmente cercando un riparo che non troverà.
Il suo cuore cessa di battere per cause naturali, senza che nessuno si accorga di nulla fino a domenica mattina, quando alcuni automobilisti notano il cadavere tra la vegetazione dell’ex cava Nenni.
“Esprimiamo il nostro sentito cordoglio per la morte dell’uomo, avvenuta oltre 48 ore dopo il suo allontanamento volontario”, conclude la nota del Campus Bio-Medico.
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