Il Sestri Levante cresce in D con l’ambizione futura di tornare in C, Pane: “Retrocessione dolorosissima ma ripartiti con umiltà”

Vado Ligure. Più di un decennio con la maglia del Sestri Levante che lo hanno reso il punto di riferimento principale della squadra. Capitan Massimiliano Pane, per tutti “Massi”, ha vissuto tantissimi momenti storici del club levantino, dove spicca la promozione in Serie C. Lo scorso anno una retrocessione che ha fatto male all’ambiente corsaro, arrivata all’ultima.
Ma i rossoblù sono ripartiti con un gruppo particolarmente giovane che in questa fase centrale sta crescendo per poi rilanciarsi. Terzi in classifica insieme al Chisola, ieri gli uomini di Ruvo hanno strappato un punto al Vado. Il giocatore decisivo? La bandiera corsara, con uno spettacolare gol in rovesciata.
Commento sulla gara
“È stata una bella partita, affrontata da entrambe le squadre a viso aperto. Ci sono state occasioni sia nel primo sia nel secondo tempo, da una parte e dall’altra. Per questo penso che il pareggio sia il risultato che rispecchia meglio l’andamento della gara. Credo che anche il pubblico si sia divertito, perché a volte si vedono partite molto chiuse, mentre oggi no. Ormai siamo verso la fine del campionato e loro si giocano tantissimo. Sono una squadra veramente forte, hanno giocato per vincere e noi non siamo stati da meno. Alla fine è venuta fuori una partita di questo tipo. Sono gare che, soprattutto nel finale di stagione, si decidono sugli episodi: c’è stato l’episodio del rigore, giusto, e poi abbiamo trovato questo mio gol, che è stato bello”.
Quali sono state le sensazioni dal campo?
“Sono sincero: mi sono ritrovato lì davanti. È stata un’azione molto veloce, quindi sono quei gol che fai d’istinto. Mi sono ritrovato la palla lì e in quel momento non pensi, alzi la palla e cerchi di girarla verso la porta. Sono stato bravo e anche un po’ fortunato a impattarla bene”.
Giudizio sul percorso
“Credo che la forza del nostro rendimento, soprattutto fuori casa, sia dovuta al fatto che non prepariamo troppo le partite sull’avversario. Con tutto il rispetto per gli altri, che sono squadre fortissime, non impostiamo la gara pensando solo a quello che farà l’avversario, ma piuttosto sulle nostre caratteristiche. In questo il mister è bravissimo e questo ci porta la domenica a essere sempre propositivi, sia in casa che fuori. Credo che anche oggi si sia visto.
Noi lavoriamo tantissimo durante la settimana per portare tanta gente nell’area di rigore avversaria. A volte ci riusciamo meglio, a volte meno, ma credo che questa squadra molto giovane stia facendo un campionato strepitoso. Al di là della posizione in classifica, stiamo facendo qualcosa di incredibile, perché la media dell’età della rosa è davvero molto bassa. Non abbiamo una rosa profondissima, ma dietro c’è un grandissimo lavoro: della società, che ha scelto i giocatori giusti e gli uomini giusti, e dello staff, che sta facendo un ottimo lavoro”.
Cosa spinge a rimanere tutti questi anni con la maglia corsara?
“La passione. Sono ormai tredici anni che indosso questa maglia e ogni anno ho la stessa voglia, anche se gli anni passano e gli acciacchi aumentano. Ho ancora l’entusiasmo di un ragazzino. Credo che questa sia la mia forza, perché più ti avvicini alla fine della carriera, più cerchi di goderti ogni singolo momento, anche durante la settimana, con compagni molto più giovani di te. Mi è capitato di allenarmi e giocare con ragazzi che avevo allenato quando erano bambini. Non è sempre facile immedesimarsi in uno spogliatoio del genere, ma per me è una forza, perché mi piace stare con i giovani, mi piace ridere e scherzare. La passione che ho per questa società e per questa maglia va oltre tutto”.
Gli obiettivi
“La retrocessione dell’anno scorso è stata dolorosissima, perché è maturata all’ultimo secondo dell’ultima partita. Al di là delle difficoltà che avevamo avuto, eravamo davvero a un passo da una salvezza incredibile. È stata una delusione enorme. Quest’estate, parlando con la società e con il mister, ci siamo detti chiaramente che non dovevamo sottovalutare il campionato di Serie D. È un campionato che conosco come le mie tasche, perché l’ho fatto per più di quindici anni. So che è un torneo tosto: se non sei organizzato, se non stai bene fisicamente, è molto difficile affrontarlo. Abbiamo avuto tutti l’umiltà di ripartire, di non sottovalutare nulla, e stiamo facendo un grandissimo percorso. Va dato merito davvero a tutti”.
Chi vincerà il campionato? Vado o Ligorna?
“Sarà un campionato che si deciderà all’ultima giornata, al massimo alla penultima. Sono due squadre fortissime. Nel Vado vedo forse individualità più forti, mentre nel Ligorna vedo una compattezza di squadra e un’organizzazione incredibile. Sono sincero, non so chi avrà la meglio, ma sarà un campionato combattuto fino alla fine e faccio un grande in bocca al lupo a entrambe le società”.




