Lazio

il sindacato segnala difficoltà di organico e gestione delle graduatorie

La carenza di personale nei nidi capitolini ha raggiunto livelli emergenziali. A lanciare l’allarme è l’Usb, che descrive una situazione diffusa in tutta la città dove mancherebbero le basi per garantire la qualità dell’offerta educativa, con ripercussioni dirette sulla gestione quotidiana dei servizi.

Secondo il sindacato, la riduzione del personale stabile ha generato un effetto domino devastante: spesso non viene garantito il rapporto numerico educatore-bambino previsto dalla legge, costringendo le strutture a ricorrere sistematicamente a supplenze dell’ultimo minuto e al sovraccarico di lavoro per chi è in servizio.

Nei casi più gravi si registrano chiusure parziali o totali di sezioni, concentrate soprattutto nei Municipi IV, X e XIII, come confermato anche da fonti Cisl.

IL REBUS DELLE ASSUNZIONI

Ma è sul fronte delle assunzioni future che si consuma la battaglia più accesa. Il Comune ha già portato a termine circa mille assunzioni tra il 2025 e l’inizio di quest’anno, eppure la gestione delle graduatorie resta un campo minato che alimenta tensioni e proteste.

L’Usb chiede l’assunzione di almeno 500 unità entro luglio 2026 e la proroga della graduatoria unica, in scadenza a giugno 2027, fino al suo totale esaurimento. Una richiesta che si scontra con l’annuncio di un nuovo concorso previsto per il 2026, scatenando la rabbia delle educatrici ancora in attesa di essere chiamate.

Il rischio è che il nuovo bando scavalchi o renda inutile la vecchia graduatoria, lasciando fuori centinaia di professioniste già dichiarate idonee”, spiegano dal sindacato. Un timore alimentato dalla sensazione che il Campidoglio preferisca bandire nuove procedure piuttosto che scorrere integralmente le liste esistenti.

immagine di repertorio

VERTICI INCONCLUDENTI

Il Dipartimento Scuola ha già incontrato le sigle sindacali a fine dicembre per discutere delle difficoltà nel reperimento dei supplenti, ma le risposte fornite finora non sembrano aver placato il malumore.

Sul tavolo resta il problema quotidiano di garantire il servizio senza personale sufficiente, una questione che pesa tanto sulle lavoratrici quanto sulle famiglie.

Le educatrici precarie dei nidi, che già a settembre avevano manifestato sotto Palazzo Senatorio, promettono nuove mobilitazioni se il Comune non garantirà lo scorrimento integrale dell’attuale graduatoria prima di indire nuove procedure concorsuali.

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