Odda, storia della rinascita di una ex startup, oggi Talent hub che combatte la fuga dei cervelli

Un gruppo di sei ragazzi – due abruzzesi (di Francavilla al Mare), due molisani e due pugliesi – che dai corridoi dell’università hanno deciso di mettersi in gioco fondando una società, una piccola startup: Addo. L’idea era quella di cambiare il mondo delle feste e degli eventi universitari, di rendere più smart la nightlife. “Addo – Che si fa stasera?” nasce come progetto ambizioso, che 10 anni fa “si inseriva in un sistema di cashback su token proprietari, una biglietteria digitale autorizzata Siae e una forma primordiale di chatbot con intelligenza artificiale, tutto sviluppato da noi” ci racconta Stefano Coccia, ceo & co-founder di Odda.
Il progetto raggiunge oltre 100mila utenti attivi in Italia nei primi 3 anni. Avviano collaborazioni con alcuni dei principali club e concerti del Paese. “Per garantire la sostenibilità del progetto e finanziare in autonomia lo sviluppo, abbiamo quindi avviato un’agenzia che offriva servizi It e digital b2b. È stata una scelta strategica che, oltre a supportare economicamente il progetto, ci ha permesso di rafforzare in modo concreto le nostre competenze tecnologiche.”
Qualcosa, però, è andato storto. È il 2020, l’anno della pandemia, dell’isolamento, della fine delle feste e degli eventi, come riporta IlPescara.
“In quei quattro anni di startup (2016–2020) non siamo mai riusciti a trovare un reale supporto, né amministrativo né economico. Ci siamo scontrati con una realtà molto concreta: eravamo in un territorio poco adatto a fare startup e ad attrarre investitori.
Il 2020 è stato l’anno peggiore. L’azienda era praticamente ferma, con fatturato vicino allo zero, fatta eccezione per pochissimi clienti rimasti attivi durante la pandemia. Io e i miei co-founder ci incontrammo un giorno, appena il coprifuoco ce lo permise, per prendere una decisione cruciale: chiudere tutto e ognuno per la propria strada, oppure ricominciare da capo con la voglia di fare impresa.”
Tuttavia, il team non si è arreso, decise di continuare. “Mettemmo sul tavolo l’unica cosa che avevamo davvero: le nostre competenze. E, segnando un vero cambio di vita e di percorso, da Addo nacque Odda.”
Da startup fallita, Odda si è rinnovata: i suoi fondatori hanno deciso di trasformare il fallimento in una missione, contro la fuga dei cervelli. “Dimostrare che il talento può essere ovunque”.
La rinascita al Cern di Ginevra
“Nel 2022 ripartiamo ufficialmente, con la stessa società di sempre, riprendendo da dove avevamo lasciato: sviluppo software e marketing per le imprese del territorio.
La svolta arriva pochi mesi dopo, quando entriamo in contatto con una startup spin-off del Cern di Ginevra.
Ci propongono un progetto molto complesso che inizialmente rifiutiamo, ma il loro ceo ci fa una proposta che cambia tutto: lavorare full remote, da Pescara, contribuendo allo sviluppo del loro prodotto con un team di developer sparso nel mondo.
L’idea che i nostri cto stessero sviluppando software, da Pescara, in collaborazione con un team di developer distribuito nel mondo per una startup svizzera, ci ha fatto capire che poteva nascere qualcosa di molto più grande.
Da lì nasce una domanda semplice, ma potente: e se il vero problema non fosse il talento, ma il fatto che nessuno gli dà spazio?
Da questa idea nasce quello che oggi è Odda: un modello che ribalta la logica tradizionale del lavoro, portando le opportunità verso il talento, ovunque si trovi, e non il talento verso le opportunità.
Oggi cerchiamo di combattere una delle sfide più attuali e dolorose del Paese: la fuga dei cervelli. E, quando possibile, proviamo a favorirne il rientro, riportando in Italia e nei piccoli centri professionisti che pensavano che la loro carriera dovesse necessariamente essere fuori, attraverso un modello di consulenza It full remote e un Talent Hub che conta oltre 400 professionisti It, molti dei quali vivono in piccoli centri del Centro-Sud Italia: territori spesso definiti “periferia”, ma ricchi di competenze straordinarie.
Nel 2026 puntiamo ad un risultato incredibile: raddoppiare il fatturato del 2025 e toccare i 4 milioni di fatturato, siamo candidati per il secondo anno consecutivo alla classifica Stelle del Sud del Sole24Ore (nel 2025 siamo arrivati 36° in Italia) e abbiamo in programma di espandere il progetto in Europa per iniziare ad “esportare” il talento Italiano ad aziende e startup Europee. Cosa che già in parte facciamo avendo clienti in Svizzera, in Polonia, in Spagna e in California (Silicon Valley).”
Odda, attualmente, conserva la stessa formazione degli esordi. I due abruzzesi sono Stefano Coccia, co-founder e ceo, e Matteo Coccia, co-founder e creative director, entrambi di Francavilla al Mare. Con loro ci sono Ugo Discenza cfo, Biagio Manocchio cso, Antonio Bruno cto e Simone Di Sante cto. Quello che però è cambiato è il team: “Da questa formazione iniziale oggi abbiamo circa 30 dipendenti interni e oltre 400 talenti freelance It che fanno parte del Talent Hub di Odda.”
Odda ha la sua sede a Pescara, in strada Colle di Mezzo 118/8, ma a breve si sposterà in un nuovo ufficio, sempre in città.
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