Salute

Oblio oncologico: per i guariti da tumore più facile l’accesso alle politiche attive del lavoro

E’ il tassello cruciale che mancava nella costruzione del puzzle di tutele dei diritti richiesto dalla legge sull’oblio oncologico che pone l’Italia all’avanguardia in materia di tutele civili: quello che, a pochi giorni dal provvedimento con cui l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni-Ivass ha messo nero su bianco la parità tra persone che non abbiano incontrato un tumore nella propria vita e chi invece sia considerabile guarito, dispone la parità di opportunità nell’inserimento e nella permanenza al lavoro, nella fruizione dei relativi servizi e nella riqualificazione dei percorsi di carriera e retributivi.

Il decreto Lavoro-Salute

Seguendo questo obiettivo, dopo un ampio confronto con le associazioni dei pazienti che hanno ottenuto l’ampliamento della platea anche a chi sia ancora sotto trattamento adiuvante o in follow-up, è stato adottato il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro della Salute, n. 4/2026, di attuazione della legge n. 193/2023 sull’oblio oncologico. Un provvedimento che “si inserisce in una più ampia azione del Governo a sostegno delle persone affette da tumore e delle loro famiglie. In particolare – ricordano dal ministero del Lavoro – sono state rafforzate le tutele per i lavoratori che stanno affrontando il cancro, si è provveduto a semplificare le donazioni al Terzo settore ed è stato incrementato nella legge di bilancio per il 2026 il Fondo per l’assistenza ai bambini malati oncologici di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.

Tutele pienamente operative

«Con questo decreto compiamo un passo che tocca la vita concreta delle persone – spiega la ministra del Lavoro Marina Calderone -. Rendere pienamente operative le tutele previste dalla legge sull’oblio oncologico significa affermare con chiarezza che la guarigione deve coincidere con un nuovo inizio, libero da paure, pregiudizi e barriere ingiustificate. Il provvedimento garantisce strumenti reali per accompagnare il rientro al lavoro, sostenere la crescita professionale e valorizzare le competenze di ciascuno. È un impegno che il governo assume con convinzione: costruire un sistema che non lasci indietro nessuno e che sappia guardare alla storia personale di ogni cittadino con rispetto e responsabilità. Continueremo a lavorare, in costante dialogo, affinché chi ha superato una prova così difficile possa contare su un sostegno autentico e sulla possibilità di progettare il proprio futuro».

Le competenze al centro

Il decreto, spiegano ancora dal ministero del Lavoro e Politiche sociali – mette al centro la dignità della persona e il diritto a vivere senza pregiudizi, barriere sociali ed economiche. Lo fa puntando in particolar modo sulle competenze, presenti o attivabili attraverso le politiche attive del lavoro.
Nella pratica, assimila tutte le persone guarite da patologie oncologiche ai soggetti in condizione di fragilità ricompresi tra i beneficiari del Programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), del Fondo Nuove Competenze, dell’Assegno di inclusione (Adi) e del Supporto per la formazione e il Lavoro (Sfl) nel caso sia integrato il requisito economico, e tra coloro per cui possono essere attivati gli “accomodamenti ragionevoli” definiti dalle leggi n. 18/2009 e n. 104/1992, di recepimento della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

I guariti pediatrici

«Garantiamo così a migliaia di cittadini guariti dal tumore il giusto ed effettivo riconoscimento dei propri diritti. Penso, in particolare, a chi ha affrontato la malattia da bambino: oltre 50.000 guariti da tumore pediatrico potranno beneficiare della legge e guardare al futuro con maggiore serenità – ha sottolineato la viceministra con delega alle Politiche sociali Maria Teresa Bellucci -. Continueremo su questa strada, nel segno di un impegno concreto e duraturo a favore delle persone con malattie oncologiche e di chi ha già vinto la propria battaglia».


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