Bari, emergenza gatti feriti. La LAV: “Aiutateci ad aiutarli”
I volontari della sezione barese della LAV lanciano un appello urgente alla cittadinanza. Scarseggia il cibo per i gatti dimessi dal pronto soccorso veterinario e ospitati in degenza. Sono circa 400 i felini arrivati quest’anno al pronto soccorso del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari. Una media di oltre un animale al giorno, secondo quanto riferito dall’Associazione Italiana per la tutela dei diritti degli animali.
“L’estate, in particolare, è la stagione dei cuccioli – spiega la volontaria Antonella Paparella -. E siamo in emergenza cibo. Abbiamo oltre 40 gatti al momento in degenza, ogni giorno ci sono nuove dimissioni dalla clinica e noi andiamo inevitabilmente in affanno: il costo del cibo, della sabbietta e dei farmaci che servono per i gatti dopo la dimissione dal pronto soccorso è interamente a carico della nostra associazione. Il Comune non ci dà un contributo per questo, ma paga solo la clinica veterinaria le prestazioni mediche. Compriamo tutto di tasca nostra o con le donazioni dei sostenitori, ma adesso siano in difficoltà”. Anche per un numero mai così elevato, negli ultimi anni, di gatti da accudire che ha portato all’esaurimento delle scorte destinate alla loro alimentazione.
“Noi come LAV ci occupiamo dei gatti che sono dimessi dal pronto soccorso veterinario convenzionato con il Comune di Bari: gatti randagi che sono malati, feriti, incidentati o comunque gravati da patologie. Arrivate le dimissioni noi li prendiamo in carico e li gestiamo facendo le terapie e tenendoli in degenza”. Ci sono però anche gatti che non possono essere reimmessi sul territorio. Animali con disabilità, cuccioli troppo piccoli o soggetti che necessitano di un percorso diverso restano affidati ai volontari fino alla possibilità di un’adozione. Il mantenimento dei felini, dai farmaci agli antiparassitari fino all’alimentazione quotidiana, è sostenuto quasi interamente dalle volontarie con risorse proprie grazie alle donazioni raccolte durante i banchetti mensili.
“Per quelli che non possono tornare sul territorio, cerchiamo adozione”. La LAV Bari chiede quindi il sostegno di cittadini e aziende affinché nessun animale resti senza cure e senza cibo. “Noi sostanzialmente non vogliamo soldi – spiega ancora la volontaria -, preferiamo che magari ci venga donato appunto del cibo, della sabbia o un buono presso un punto vendita, un negozio dove possiamo comprare tutto il necessario per la salute dei nostri amichetti. Perché è veramente dura”.
Gli animali arrivano in clinica attraverso la procedura di pronto soccorso comunale. In caso di segnalazione la pattuglia della Polizia Locale contatta l’operatore incaricato del servizio di recupero e trasporto che trasferisce il gatto nella struttura veterinaria convenzionata. “Come campus di medicina veterinaria – spiega il dottor Vincenzo Cicirelli – abbiamo l’ospedale. Ci occupiamo di ricerca e di didattica, ma anche di supportare in qualche modo i volontari andando a dare un servizio di convenzione con alcuni comuni. Un servizio h24 per la cura sia medica che chirurgica di questi animali che a volte arrivano politraumatizzati e in condizioni molto gravi. Arrivano, vengono tempestivamente curati, ricoverati fino a rilascio sul territorio e dunque consegnati in mano a quelli che sono i volontari e le associazioni. Ci auguriamo, quindi, che queste associazioni possano essere supportate anche a livello economico: questo è un problema che deve riguardare tutti”.



