Società

Il femminicidio di Federica Torzullo, il procuratore capo di Civitavecchia: «La gravità indiziaria si concentra in via esclusiva all’indirizzo del coniuge varcando la soglia della precisione e della concordanza»

I dubbi rimasti erano pochissimi. La certezza è arrivata domenica: Federica Torzullo è stata uccisa e c’è un unico indiziato, il marito Carlo Carlomagno. Dopo 10 giorni di ricerche il corpo della donna è stato trovato, domenica 18 gennaio, sotterrato in un terreno vicino all’azienda del marito, ora fermato con l’accusa di omicidio. Durante gli scavi alla ricerca del corpo è stata vista una mano spuntare da un cumulo di detriti. Da giorni era indagato. Era stato lui a denunciare la scomparsa della donna, ma da subito la sua versione dei fatti su quanto accaduto ad Anguillara non aveva convinto gli inquirenti.

Nessun altro è entrato nell’inchiesta. «La gravità indiziaria raccolta nel corso delle indagini si concentra in via esclusiva all’indirizzo del coniuge Carlomagno Agostino Claudio varcando la soglia della precisione e della concordanza» ha detto domenica sera il procuratore capo di Civitavecchia Alberto Liguori.

La svolta domenica con il ritrovamento del corpo, di corporatura simile alla donna e con i suoi abiti, ma già da sabato erano state trovate tracce di sangue all’interno della villetta dove i coniugi abitavano insieme al figlio di 10 anni, ma anche sugli abiti da lavoro del marito, all’interno della sua auto e sul mezzo meccanico presente nell’azienda di cui è titolare.

La sua ricostruzione dei fatto è stata definita «incongruente»: aveva denunciato la scomparsa della moglie dopo la segnalazione dei colleghi di lavoro di lei che non l’avevano vista arrivare. Questo il quadro fatto dagli inquirenti riportato dal Corriere della Sera. «Il giorno 9 gennaio non è vero che di mattina non abbia fatto ritorno a casa dal lavoro in quanto le telecamere lo immortalano nel mentre vi fa rientro. Non è vero che ha trascorso la giornata recandosi nei posti dallo stesso indicati, lo smentisce la geolocalizzazione dell’autovettura utilizzata in posti diversi». «Invece è vero che Federica non esce da casa dalle ore 19,30 dell’8 gennaio e che invece l’indagato lo farà il giorno 9 gennaio alle 7,30 per recarsi al lavoro per pochi minuti, per poi far rientro in casa, differentemente da quanto sostenuto dal Carlomagno quando ha affermato che in casa non aveva fatto rientro nonostante avesse tentato di farlo convinto di avervi lasciato il portafoglio».

Secondo la ricostruzione dell’indagine il 9 gennaio Carlomagno porta con la sua macchina il corpo di Federica, uccisa nella notte precedente, verso l’azienda di famiglia. Il cellulare dell’indagato e quello della donna sono localizzati nella zona della ditta e alla guida della macchina c’è solo il marito. Nell’auto, compreso il bagagliaio, c’erano tracce biologiche e sangue. Federica sarebbe stata uccisa nella cabina armadio. «Tracce di sangue sono sui vestiti da lavoro dell’indagato, sul pavimento dell’ingresso, nella cabina armadio della camera da letto di Federica, sul manico del badile e sul mezzo meccanico all’interno del magazzino della ditta di famiglia e, infine, su un asciugamano trovato all’interno di una cava per inerti».

Manca l’arma del delitto ed esiste il rischio di inquinamento delle prove da parte dell’uomo. Secondo il suo avvocato «voleva consegnarsi ma è stato arrestato prima».

Il figlio di 10 anni della coppia è stato portato dai nonni la sera prima del delitto. La coppia sarebbe stata in crisi e vicina alla separazione.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »