Heated Rivalry: quando il ghiaccio brucia. La serie in Italia
La serie rivelazione Heated Rivalry arriva su HBO Max Italia il 13 febbraio 2026. Trama, cast e perché Shane e Ilya hanno rivoluzionato il romance queer
L’abbiamo vista tutt*. Più o meno legalmente e rigorosamente in lingua originale. Ora sta per arrivare ufficialmente, anche sottotitolata (orrore, ma son gusti): venerdì 13 febbraio 2026, Heated Rivalry sbarca ufficialmente in Italia su HBO Max. E l’hype è alle stelle perché ci imporrà un volontario rewatch.
Ah sì parlo di Heated Rivalry. La serie rivelazione. Il fenomeno. La grande meraviglia. Ovvero, quando il ghiaccio si scioglie o della rivoluzione romantica di Shane e Ilya.
HUDSON E CONNOR ALLA FASHION WEEK DI MILANO
E se la data vi sembra lontana, ieri, venerdì 16 gennaio, uno dei protagonista Hudson Williams è stato avvistato a Milano per la Fashion Week, dove ha sfilato per Dsquared2, confermando che il cast è ormai nell’olimpo delle celebrità globali. Mentre oggi, sabato 17 gennaio 2026, tocca all’altro protagonista, Connor Storrie protagonista delle sfilate di Dolce e Gabbana
Ma cos’è che rende questa serie un cult istantaneo, capace di strappare un rinnovo per la seconda e terza stagione ancor prima del debutto italiano?
IL FENOMENO HEATED RIVALRY
Non è solo una serie, è una valanga. Debuttata lo scorso novembre su Crave e HBO Max, la produzione diretta da Jacob Tierney ha compiuto un miracolo sportivo e narrativo: trasformare l’hockey su ghiaccio – bastione tradizionale di mascolinità tossica – nel palcoscenico per una delle storie d’amore queer più autentiche del decennio.
Come ha ben sottolineato TeamWorld, Heated Rivalry segna la maturità del romance contemporaneo: «Non chiede permesso, non semplifica, non si giustifica». E i numeri rispondono: 96% di gradimento su Rotten Tomatoes e un fandom che ha mandato in crash i social media.
LA TRAMA DI HEATED RIVALRY
Al centro di tutto ci sono loro: Shane Hollander (Hudson Williams) e Ilya Rozanov (Connor Storrie). Due stelle dell’hockey, capitani di squadre rivali (Montreal Metros e Boston Raiders), intrappolati in una dinamica che definire “complicata” è riduttivo.
Tratta dal secondo romanzo della saga bestseller Game Changers di Rachel Reid, la serie adatta con sensibilità rara una relazione che dura un decennio.
Shane, Il golden boy canadese, neurodivergente (spettro autistico rappresentato con estrema delicatezza), che deve conciliare l’ambizione con la scoperta della propria identità gay.
Ilya, Il carismatico rivale russo, bisessuale dichiarato, sfacciato e magnetico, ma profondamente protettivo.
Non aspettatevi la tragedia fine a se stessa. La serie esplora la paura dell’outing e i drammi familiari, ma lascia spazio alla gioia, alla gelosia agonistica e a un’alchimia che buca lo schermo.

OLTRE LA CHIMICA, I PROTAGONISTI
Il successo della serie poggia sulle spalle (larghe) dei due protagonisti. La performance di Hudson Williams restituisce uno Shane vulnerabile e introspettivo. Un personaggio neurodivergente, con un disturbo dello spettro autistico, reso con una delicatezza che sfugge agli stereotipi. Connor Storrie, dal canto suo, regala un Ilya magnetico e sfaccettato: passionale, prepotente, a tratti arrogante, ma profondamente umano. Ha imparato l’accento russo e ha costruito un Ilya così iconico da sorprendere persino se stesso per l’amore ricevuto dal pubblico.
Nonostante le speculazioni virali sulla loro vita privata dovute all’intensità delle scene intime, cast e regia sono stati chiari: conta la storia, non il gossip. Che in queste ore impazza e coinvolge anche l’altro protagonista, François Arnaud, bisessuale dichiarato, ufficialmente impegnato in una relazione con l’attore Marc Bendavid, coinvolto in un chiacchericcio social per una presunta storia con Connor Storrie.

DAI ROMANZI ALLE SERIE BL
Heated Rivalry non nasce nel vuoto. È la punta di diamante di un movimento che parte dal BookTok dove i romanzi di Rachel Reiderano già best-seller e si inserisce in una rinascita globale della serialità LGBTQ+. La scrittrice canadese ha dichiarato di aver creato la saga Game Changers come risposta rabbiosa all’omofobia sistemica nella cultura dell’hockey.
Quando la serie è stata annunciata, i fan dei libri hanno accolto la notizia con entusiasmo ma anche timore: gli adattamenti televisivi spesso deludono le aspettative dei lettori. In questo caso, però, la fedeltà alla fonte originale combinata con l’abilità registica di Jacob Tierney ha prodotto qualcosa che soddisfa sia i fan storici che i nuovi spettatori.
Il risultato è stato un effetto valanga sui social media. TikTok è letteralmente esploso di contenuti dedicati alla serie: edit delle scene più iconiche, analisi dei personaggi, confronti con altre serie queer, tutorial per imparare i nomi russi. La canzone “All The Things She Said” delle t.A.T.u., utilizzata in una scena chiave, è tornata virale dopo anni.
Il Modello Europeo: Quando la Dolcezza Incontra la Complessità
In Europa, serie come Heartstopper e Young Royals hanno ridefinito gli standard della narrazione queer per le giovani generazioni. Heartstopper, basata sui graphic novel di Alice Oseman, ha conquistato il pubblico con la sua rappresentazione dolce e ottimistica dell’amore tra Nick e Charlie, celebrando piccoli gesti di affetto senza drammatizzazione eccessiva. È conforto televisivo, è sicurezza emotiva.
Young Royals, invece, ha portato la narrazione su un terreno più maturo. La storia del principe Wilhelm e del compagno Simon non si accontenta di raccontare un coming out: affronta temi di classe, privilegio e pressione istituzionale con una complessità che l’ha resa un punto di riferimento per la rappresentazione queer intersezionale.
Anche altre produzioni europee hanno contribuito: Sex Education con il suo approccio inclusivo alla sessualità giovanile, It’s a Sin con il suo devastante ritratto dell’epidemia di HIV negli anni ’80, e Baby che ha esplorato le complessità della sessualità adolescenziale italiana con sguardo critico.
Ciò che distingue queste produzioni è la volontà crescente di andare oltre la semplice narrazione del coming out, esplorando relazioni mature, complessità emotive e contesti sociali diversificati. Non più “il gay che soffre”, ma “l’umano che ama”.
La Rivoluzione Asiatica: I BL Drama e il Loro Impero
Ma è forse in Asia che il fenomeno della serialità queer ha assunto dimensioni più sorprendenti. I BL drama (Boys’ Love) rappresentano oggi un genere consolidato con milioni di fan in tutto il mondo, particolarmente forte in Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Filippine.
La Thailandia è diventata la capitale mondiale dei BL, producendo serie di straordinaria varietà e qualità. Con attori in ship (coppie create a tavolino) oggi famose nel mondo e ambassador di grandi marchi di moda internazionali. Un nome su tutti, ma ce ne sono tanti: Pond Naravit per Versace.
Il Giappone offre un approccio più sottile e riflessivo al genere, bilanciando romanticismo e profondità narrativa con quella sensibilità estetica che contraddistingue la produzione nipponica. La Corea del Sud ha portato nel genere la sua caratteristica produzione high-quality, mentre Taiwan continua a distinguersi per produzioni tecnicamente raffinate e narrativamente ambiziose.
E poi c’è la Cina. Nonostante le restrizioni governative che impediscono contenuti LGBTQ+ espliciti, grazie a una serie di accordi con produzioni thailandesi o taiwanesi, nel 2025 è letteralmente esplosa con titoli come Revegend Love, To My Shore e Abo Desire. C’è poi tutto un filone “bromance” che suggerisce dinamiche queer senza mai renderle esplicite, creando un sottogenere particolare che continua ad attrarre pubblico nonostante i limiti censori.
HEATED RIVALRY, O LA STORIA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO
Heated Rivalry arriva in un momento particolare per la rappresentazione LGBTQ+ nei media. Dopo anni di progressi, stiamo assistendo in alcuni paesi a un contraccolpo conservatore che minaccia di limitare i contenuti queer, specialmente quelli rivolti ai giovani.
In questo contesto, il successo della serie assume un significato che va oltre l’intrattenimento. Dimostra che esiste un pubblico globale affamato di storie queer autentiche, complesse e prive di censure. Dimostra che queste storie possono competere con le produzioni mainstream in termini di qualità e appeal.
La televisione pare stia finalmente riconoscendo che le storie queer non sono un mercato di nicchia, ma narrazioni potenti che parlano dell’esperienza umana universale: il desiderio di essere visti, accettati e amati per quello che siamo veramente. Ama chi pare, un mantra, un dogma. Per tutti, mi auguro.
PERCHÈ RIGUARDARLA O VEDERLA PER LA PRIMA VOLTA
Arriva in un momento storico cruciale, dove la rappresentazione rischia passi indietro. Heated Rivalry dimostra che il pubblico è affamato di storie vere. Storie dove due uomini si sfidano sul ghiaccio, si odiano un po’, si amano molto e, alla fine, scelgono di essere se stessi
Preparate i popcorn e i fazzoletti. Il 13 febbraio su HBO Max il ghiaccio si scioglie davvero.
Ama chi pare, un mantra, un dogma. Per tutti, mi auguro.



