Vertenza lavoratori Tua, i sindacati dei trasporti: “La mobilitazione continua”
“Non si può più tollerare una gestione che ignora la sicurezza stradale, calpesta i diritti dei lavoratori e abbandona le aree interne: la mobilitazione continuerà con fermezza finché non verranno ripristinate legalità contrattuale e dignità del servizio”. Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Faisa Cisal confermano l’avanzamento in seconda fase della vertenza dei lavoratori Tua, che vedrà l’immediato coinvolgimento del prefetto di Chieti, Silvana D’Agostino.
“La scure di Tua si è abbattuta violentemente sulle aree interne dell’Abruzzo, cancellando definitivamente le residenze di lavoro storiche – si legge in una nota unitaria dei sindacati – Parliamo di un colpo letale per l’occupazione locale: Gissi (3 turni), Atessa (5), Altino (2), Ateleta (3), Pizzoferrato (4), Scafa (6), Serramonacesca (4) e Secinaro (6). A questo si aggiunge l’emorragia dei subaffidamenti che coinvolge centri vitali come Scanno (3), Castel Del Monte (3), Pescasseroli (6), Scoppito (1), Navelli (3), Rocca S. Maria e Pietracamela, solo per citarne alcune, che sono state cedute a privati nelle subconcessioni. Questa scelta sradica decine di famiglie, costrette al trasferimento forzato, e sottrae ai piccoli comuni montani e dell’entroterra quei presidi occupazionali stabili che non verranno mai rimpiazzati. È un paradosso inaccettabile: mentre la politica regionale si riempie la bocca con i piani di contrasto allo spopolamento, l’azienda pubblica di trasporti agisce come un rullo compressore che desertifica il territorio. Tua sta sostituendo il lavoro dignitoso con la precarietà estrema dei subaffidamenti, dove i lavoratori, spesso privi di tutele contrattuali nazionali fondamentali come il riconoscimento delle diarie, si ritrovano senza garanzie per il futuro e senza alcuna sostenibilità economica per restare a vivere in quei paesi che oggi la gestione aziendale contribuisce a svuotare”.
Riguardo ai mancati controlli sui subaffidamenti, le segreterie regionali fanno alcuni esempi: “Senza tornare troppo indietro, nel mese di ottobre a Civitella del Tronto un mezzo ha perso la ruota posteriore, finita nei campi: solo un intervento divino ha evitato il peggio. Oggi quel servizio è affidato alla stessa ditta che opera con un autobus MyWay immatricolato tra il 1999 e il 2007, un mezzo altamente inquinante Euro 3. Un altro esempio emblematico è sulla Torricella Peligna-Pescara, laddove opera un mezzo meno anziano ma privo di obliteratrice, rendendo impossibile timbrare i biglietti, e senza indicatori di percorso. Questa è la realtà dei fatti che smentisce la narrazione aziendale: tra mezzi che perdono pezzi, bus obsoleti e strumentazioni mancanti, evasione tariffaria consentita, la sicurezza e l’efficienza sono solo un lontano ricordo per gli utenti delle aree interne”.

Nel settore ferroviario non va meglio. “Oltre ai noti problemi di organico – continuano i sindacati – un esempio di programmazione: Tua acquistò nel 2022 treni a 4 casse quindi più lunghi dell’officina di oltre 20 metri che, oltre a costringere gli operatori a fare manutenzione un pezzo alla volta ed a porte aperte, non permette di alzarli per la revisione degli assi. Nonostante le misure erano note dall’acquisto ad oggi la situazione è ancora ‘fuori portata’”.
“I numeri del declino sono impietosi e inchiodano la gestione di Max Di Pasquale – sostengono Di Eugenio, Mascitti, Marcotullio e Lizzi – Tua nel 2019 garantiva servizi per 31.581.384 km con 1585 dipendenti, di cui circa 980 viaggiante ed oltre 260 operai, il minimo storico fu a fine 2021 con 1299 dipendenti per circa 27 milioni di km, di cui 868 viaggiante (autisti, macchinisti e capotreni). Oggi invece Tua esercita circa 24.000.000 di km con 1347 dipendenti di cui solo 826 autisti, 48 viaggiante e manovra ferro, con soli 112 operai della manutenzione (officine gomma 84, officina ferro 14 e infrastrutture ferro 14) e ha dichiarato soli 222 impiegati: mancano però 142 dipendenti all’appello da ricercare negli uffici amministrativi. Oggi per evitare l’imbarazzo Tua semplifica le distinzioni del personale sul bilancio e per provare a rimediare la società pubblica sta provando a ‘incentivare’ amministrativi anziani attraverso ‘trasferimenti di quadri per riorganizzazione’ (es. da L’Aquila a Pescara) o magari prospettando il peggio in un brindisi di fine anno”.
“Probabilmente per lo stesso imbarazzo Tua dimentica di dichiarare i compensi per i dirigenti nei bilanci degli ultimi 2 anni – continua la nota – esattamente da quando sono state elargite regalie a dirigenti e quadri cucite ad personam in maniera unilaterale non prevedibili da contratto nazionale ed in ulteriore violazione degli accordi aziendali, gli stessi accordi che avrebbero tutelato i lavoratori per il cui mancato rispetto sono aperte oggi 4 vertenze”.
Source link




