Il pizzo resta il core business delle ’ndrine di Reggio Calabria centro
Gli affari della droga che aumentano, il controllo del territorio che non passa mai di moda, la disponibilità di arsenali in piena regola, ma il core business delle ’ndrine del mandamento “Città” resta anche nell’attualità l’imposizione del racket. A Reggio si continua a pagare il pizzo: uno scenario che continuano a denunciare, molto spesso inascoltati, i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, e che si ricava da ampi stralci delle tre ordinanze di custodia cautelare che intrecciandosi hanno portato in carcere, martedì all’alba, 73 persone (ed altre sei sono finite ai domiciliari). Passaggio chiaro e netto: «Uno dei settori nei quali tale gestione unitaria emerge con maggiore evidenza è quello delle estorsioni nel centro storico». Uno scenario emerso in “Epicentro” e rafforzato dal quadro d’accusa di “Epcientro 2”. A Reggio imprenditori, costruttori e commercianti pagano il pizzo e la regia è condivisa dal direttorio di ’ndrangheta che domina Reggio città. Quattro famiglie in sinergia, «con criteri di ripartizione comune»: De Stefano, Tegano, Condello e Libri. Il direttorio di ’ndrangheta.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale
Source link




