Xiu Xiu – Eraserhead Xiu Xiu
Gli Xiu Xiu tornano a far visita al mondo allucinante del compianto David Lynch con un album che è un vero e proprio tributo al suo lungometraggio d’esordio, ovvero quell’“Eraserhead” che da quasi cinquant’anni continua a turbare e affascinare orde di appassionati del cinema più eccentrico e sperimentale.

A dieci anni di distanza dalla reinterpretazione della colonna sonora di “Twin Peaks”, Jamie Stewart e Angela Seo decidono di mettersi alla prova con un film di gran lunga più bizzarro dell’iconica serie televisiva (che pure tanto normale non era affatto).
Il risultato è un tripudio di cupa stravaganza che si sviluppa tra cover e brani originali davvero in grado di riprodurre la peculiare esperienza cinematografica lynchiana: non hai idea di quello che sta succedendo, ma ne sei attratto e ti lasci trasportare dal flusso.
Perché di flusso si tratta: gli Xiu Xiu sfruttano la forza evocativa di strumenti atipici e suoni indefinibili per dar forma a un fiume musicale che sfocia in un’inquietudine perenne.
Il viaggio da incubo, in larga parte strumentale, si conclude con la celebre “In Heaven”, una sorta di malatissima ninna nanna che, per quanto assurdo possa sembrare, in questa nuova versione suona più scarna, umana e a suo modo commovente, interpretata con una voce calda e profonda che ricorda quella di Scott Walker.
A precederla troviamo una miscela onirica e surrealista di noise, industrial, ambient e musique concrète che difficilmente può essere descritta a parole. Un collage ben assemblato di suoni, rumori, registrazioni ambientali e frammenti no sense che riesce a riprodurre molto bene le tipiche atmosfere lynchiane senza ricopiarle per filo e per segno.
Svanisce l’estetica nostalgica, sostituita da un’ansia strisciante e nerissima che affonda le sue robuste radici nell’incubo più che reale rappresentato dal mondo di oggi. Un mondo purtroppo post-lynchiano, nel quale una donna dal volto deforme che vive dentro un termosifone verrebbe additata come un pericolo pubblico e presa di mira da leghisti, vannacciani, meloniani e fascisti di ogni specie.
Non è più tempo di sognare: gli Xiu Xiu lo sanno bene e non fanno nulla per nasconderlo, modellando scenari colmi di angoscia in un album estremamente ostico ma affascinante, da gustare come fosse una tenebrosa esperienza immersiva.
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