Babysitter usava il suo lavoro per fare foto e video pedopornografici
Un’indagine avviata dalla Squadra mobile ha portato all’arresto di un uomo di 27 anni residente in città, accusato di violenza sessuale su minori e detenzione di materiale pedopornografico. Secondo quanto emerso finora, l’uomo avrebbe abusato sessualmente di bambini di età compresa tra i cinque e i sei anni mentre svolgeva saltuariamente attività di babysitter presso diverse famiglie di Padova. Le indagini hanno inoltre rivelato la presenza di migliaia di file illeciti nei dispositivi elettronici in suo possesso, molti dei quali sarebbero stati autoprodotti.
La vicenda ha avuto origine dal racconto di un bambino che, a distanza di circa tre anni dai fatti, ha trovato il coraggio di confidare ai genitori le molestie subite. Il minore, che all’epoca degli abusi era molto piccolo, avrebbe riportato conseguenze psicologiche tali da rendere lungo e complesso il percorso che lo ha portato a parlare. Una volta ascoltata la confessione del figlio, i genitori hanno presentato immediata denuncia presso la questura di Padova, consentendo così l’avvio delle indagini.
Dopo la segnalazione, la polizia ha avviato una complessa attività investigativa, raccogliendo elementi utili a ricostruire il contesto in cui sarebbero avvenuti gli abusi. Gli atti sono stati quindi trasmessi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia, competente per i reati che coinvolgono vittime minorenni. Alla luce del materiale raccolto, la Procura ha emesso due decreti di perquisizione, uno personale e uno domiciliare, nei confronti del 27enne.
Le perquisizioni sono state eseguite nella prima mattinata di lunedì dagli agenti della Squadra mobile di Padova. Durante l’intervento sono stati sequestrati due telefoni cellulari, un tablet e diversi computer riconducibili all’indagato. I dispositivi sono stati immediatamente sottoposti ad analisi forense, che ha confermato i sospetti iniziali degli investigatori.
All’interno delle memorie digitali sono stati rinvenuti migliaia di file a contenuto pedopornografico, in parte scaricati da Internet, anche attraverso canali riconducibili al Dark Web. Secondo gli inquirenti, il materiale sarebbe risultato particolarmente esteso e organizzato in numerose cartelle, alcune delle quali nascoste. Proprio in queste ultime sarebbero stati trovati centinaia di foto e video realizzati direttamente dall’indagato.
Le immagini e i filmati autoprodotti mostrerebbero l’uomo mentre compie atti sessuali espliciti ai danni di bambini di varia età, tra cui anche minori di cinque anni. Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che il materiale copre un arco temporale molto ampio, che va dal 2019 fino ai giorni immediatamente precedenti alla perquisizione. Questo elemento ha rafforzato l’ipotesi investigativa secondo cui l’attività criminosa sarebbe proseguita per diversi anni senza interruzioni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 27enne pubblicava annunci su siti Internet specializzati e su alcuni giornali, proponendosi come babysitter occasionale. Nel corso degli anni avrebbe così avuto accesso alle abitazioni di numerose famiglie, conquistandone la fiducia e occupandosi dei bambini in assenza dei genitori. Proprio questa modalità operativa rende complesso stimare con precisione il numero delle potenziali vittime, che potrebbe essere elevato.
Alla luce dei risultati delle analisi preliminari, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico e condotto in carcere, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida e delle decisioni sulle eventuali misure cautelari. Le contestazioni a suo carico potrebbero ampliarsi con il proseguire delle indagini.
Il lavoro degli investigatori prosegue ora su più fronti. Da un lato, è in corso l’analisi approfondita di tutto il materiale sequestrato, che richiederà tempi lunghi e competenze specialistiche. Dall’altro, la polizia è impegnata nell’identificazione delle vittime e nel contatto con le famiglie potenzialmente coinvolte, un’attività particolarmente delicata per evitare ulteriori traumi ai minori.
Le autorità hanno evidenziato la gravità della vicenda e l’impatto che tali abusi possono avere sullo sviluppo psicologico dei bambini coinvolti. È stato ribadito l’impegno delle istituzioni nel fornire supporto alle vittime e ai loro familiari, attraverso gli strumenti previsti dalla legge e dai servizi territoriali, mentre parallelamente continueranno gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto dal 2019 a oggi e delineare tutte le responsabilità dell’indagato.
Sommario SEO
Titolo:
Meta descripti
Source link



