Economia

Mercatini di Natale parte seconda: il “regifting” corre online


Lunga vita ai regali “sbagliati”, siano essi ricevuti in occasione di anniversari (6% dei casi), matrimoni (9%), compleanni (54%) o in concomitanza del Natale (62%). Ad assicurare loro una seconda chance d’impiego traendone, magari, anche un piccolo guadagno personale sia in termini economici sia a livello di spazio, è il “regifting” ovvero la loro rivendita, pratica che interesserebbe ormai 1 italiano su 5. A rilevarlo un’indagine realizzata nel mese di novembre 2025 da Ipsos Doxa per conto del “marketplace” globale eBay che ha coinvolto un campione rappresentativo di mille persone d’età compresa tra i 18 e i 65 anni. In particolare, del 44% degli abitanti del Bel Paese che, complici le Feste, avrebbero ricevuto oltre 30 milioni di regali sgraditi, il 20% (+30% rispetto al 2024) li avrebbe già messi in vendita, con buona pace di chi, invece, avrebbe deciso di tenerseli (39%) o di riciclarli (22%), mentre quasi il 60% sarebbe disposto a farlo. Il 76% degli italiani dediti alla ‘rivendita’ (+15% rispetto al 2024) privilegerebbe, inoltre, piattaforme digitali specializzate come, per esempio, eBay, rispetto ai negozi fisici di seconda mano che registrerebbero solo il 19% di preferenze (-36% rispetto al 2024).

Che il “regifting” sia un’abitudine sempre più digitale è confermato, poi, dai dati interni di eBay relativi al periodo 22-29 dicembre 2025 che mostrano un forte incremento nel caricamento di nuovi articoli da parte degli utenti privati. Le categorie che hanno registrato le crescite più rilevanti sono quelle relative a prodotti di bellezza (+89%), gioielli (+78%), fumetti (+70%) e articoli per la casa (+66%) che precedono libri (+43%) e accessori moda (+25%). In cima alla lista dei regali più rivenduti nel corso dell’anno troviamo, invece, vestiti e calzature (44%), articoli per la casa (33%), libri e fumetti (18%), gioielli e orologi (17%) e elettronica (14%). Tra le motivazioni addotte per spiegare il “regifting” troviamo, infine, la mancata corrispondenza del cadeau ai propri gusti (37% del campione), il fatto di possederne già uno simile (28%) e lo scarso gradimento (27%) senza dimenticare il desiderio di far cassa (12%), il valore dell’oggetto, giudicato eccessivo (9%), nonché le implicazioni di sostenibilità ambientale (34%) legate, in primis, alla riduzione degli sprechi.


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