Società

Semestre filtro di Medicina, Bernini gela Tor Vergata sulla sede albanese: “Regime di contribuzione incompatibile con il diritto allo studio”

La Ministra Bernini ha convocato d’urgenza il rettore di Tor Vergata definendo “sbagliata” e “incoerente” la tassazione elevata per la sede di Tirana; bocciata la sola rateizzazione, il Ministero esige una revisione immediata a tutela del diritto allo studio.

Il caso dei 220 aspiranti medici assegnati alla sede di Tirana con rette da quasi 10mila euro diventa uno scontro istituzionale. Dopo le polemiche sollevate dalle famiglie e la denuncia riportata da Repubblica, interviene direttamente il Ministero dell’Università. La Ministra Anna Maria Bernini ha preso una posizione netta contro l’ateneo di Tor Vergata, definendo inaccettabile il trattamento economico riservato agli studenti del “semestre filtro” finiti in Albania.

Considero sbagliata la scelta dell’università di Tor Vergata di applicare un livello di tassazione così elevato agli studenti assegnati alla sede di Tirana“, ha dichiarato la Ministra, che ha deciso di intervenire personalmente sulla governance dell’ateneo romano.

La convocazione d’urgenza

Ho telefonato al rettore Nathan Levialdi Ghiron, che ho convocato per questa sera al ministero“, fa sapere Bernini. L’obiettivo è imporre un dietrofront immediato. La Ministra ha spiegato di aver “già evidenziato la necessità di un’immediata revisione di una richiesta che reputo incoerente con le finalità del semestre aperto e sproporzionata rispetto ai principi che devono guidare il sistema universitario pubblico“.

Secondo Bernini, imporre una retta da università privata (9.650 euro) all’interno di una graduatoria statale vìola i principi base dell’accesso all’istruzione. “Un simile regime di contribuzione risulta infatti incompatibile con una piena ed effettiva attuazione del diritto allo studio, che deve essere garantito a tutte le studentesse e a tutti gli studenti, indipendentemente dalla sede di frequenza“, ha aggiunto.

Il tentativo di rateizzazione non basta

Prima dell’intervento ministeriale, e a seguito del clamore mediatico, i due atenei coinvolti (Tor Vergata e l’università cattolica “Nostra signora del buon consiglio”) avevano tentato una mediazione. La novità delle ultime ore riguardava la modalità di pagamento: i 9.650 euro, inizialmente richiesti in un’unica soluzione all’iscrizione, erano stati suddivisi in tre tranche da poco più di 3.216 euro ciascuna.

Una mossa che però la Ministra ha giudicato insufficiente. Per Bernini “il passo avanti è troppo poco“. La definizione resta quella di una “scelta sbagliata” che necessita di una revisione sostanziale, non solo formale.

Il cortocircuito burocratico

Resta da chiarire come si sia arrivati a questo punto, dato che i 220 posti di Tirana erano noti da agosto ed erano inseriti nel decreto del Mur guidato dalla stessa Bernini. Le informazioni erano pubbliche sul sito dell’ateneo, ma il “nodo” è esploso solo con la pubblicazione della graduatoria l’8 gennaio, quando gli studenti si sono trovati di fronte alla realtà dei costi.


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