Lazio

Acca Larentia, Rampelli querela il giornalista Scanzi: cosa è successo

La tensione politica attorno al 7 gennaio non accenna a placarsi. Fabio Rampelli ha annunciato ufficialmente l’intenzione di procedere per vie legali contro Andrea Scanzi.

La scintilla è un post pubblicato su Facebook dal giornalista, che ritraeva l’esponente di FdI nel piazzale di via Acca Larentia, accusandolo di aver preso parte alla manifestazione serale caratterizzata da saluti romani, croci celtiche e riti del ventennio.

La difesa di Rampelli: «Nostalgismo? No, memoria»

Rampelli ha respinto con forza le accuse, precisando la natura della sua presenza: la partecipazione si è limitata alla cerimonia istituzionale del mattino, ben distinta dal raduno dei militanti avvenuto dopo il tramonto.

«Non faccio saluti romani perché sto bene nel mio tempo», ha dichiarato il vicepresidente della Camera, rivendicando il percorso di modernizzazione della destra italiana iniziato con AN e culminato nella nascita di Fratelli d’Italia nel 2012.

Rampelli ha descritto il rito della mattina come un momento di silenzio e raccoglimento, con la mano sul cuore e la deposizione di fiori tricolori, senza simboli di partito.

L’attacco al Campidoglio e il nodo della giustizia

Il parlamentare non ha risparmiato critiche alla gestione della piazza, replicando a chi gli contestava la presenza di simboli neofascisti sul suolo pubblico: «Troviamo ciò che ha lasciato il Campidoglio, avrà le sue ragioni se non ha cancellato quei simboli. Chiedere a Gualtieri».

Rampelli ha poi spostato l’attenzione sulla mancata verità processuale per la strage del 1978, in cui morirono i giovani Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta (e successivamente Stefano Recchioni negli scontri con le forze dell’ordine).

«Giornalisti seri dovrebbero ricordare che questa strage non ha avuto giustizia, che la mitraglietta Skorpion fu trovata in un covo delle Brigate Rosse. Invece di indignarsi per l’impunità dei carnefici, il problema sembra essere chi conserva la memoria».

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