Cultura

Acqua Distillata canta Ribaltavapori – Volume Uno + Due: Modern classical per l’ambiente :: Le Recensioni di OndaRock

Il successo di pubblico e critica riscosso da Rosalia con “LUX”, un lavoro in grado di coniugare pop e musica classica ricorrendo ad arrangiamenti complessi, potrebbe far schiudere l’attenzione verso molti altri artisti che utilizzano la medesima formula. Stratificare suoni strutturati, coniugare generi musicali solo apparentemente distanti fra loro, sono sfide che numerosi musicisti scelgono di affrontare. Scelte che conducono a svincolarsi dal concetto di hype, di moda passeggera, puntando su una forma di classicità fuori del tempo. E’ proprio quello che il chitarrista Antonio Uras, in arte Ribaltavapori, ha cercato di realizzare attraverso questo riuscito progetto, nel quale ha innestato nelle proprie composizioni la dolce voce di Lucia Gatto. E’ lei Acqua Distillata.

Ci troviamo al cospetto di un pop orchestrale dal forte contenuto emozionale, dove il cantautorato incontra la musica sinfonica unendo classicismo e contemporaneità, un concept concepito con l’intento di indagare temi di grande attualità relativi alla salvaguardia dell’ambiente, all’inquinamento, al surriscaldamento globale. Il risultato è una profonda riflessione sulla società odierna, affidata a versi affilati, in grado di squarciare l’ipocrisia che caratterizza i nostri tempi. In un mondo in cui tutti sono portati ad alzare i toni, la scelta qui è trasmettere un messaggio disperato con delicatezza, un’opzione a suo modo rivoluzionaria, anticonvenzionale. Tutti i brani sono suonati esclusivamente con strumenti acustici: un ritorno alle radici, un bisogno di autenticità reso con stile compositivo e gusto estetico rivolti verso le composizioni sinfoniche e cameristiche del periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Il progetto è stato realizzato in due parti: le prime quattro tracce sono state diffuse nel maggio del 2025, le altre quattro sei mesi più tardi. Le canzoni scaturiscono l’una dall’altra, fuse insieme come fossero i movimenti di un’unica suite, con in particolare le prime due – “Passerà” e “Gaia” – che riportano al lavoro svolto da Francesco Bianconi ed Enrico Gabrielli per le partiture di “Fantasma”. “Hale-Boop” ha un’andatura più sbarazzina, influenzata dalla canzone d’autore anni Sessanta, “Livella” rivela influenze jazz, mentre “Il mercato degli abbagli” è un morbido, intimo indie-folk. Sul finale il ritmato swing “Sonnambula” lascia posto a “Rimani”, l’avvolgente adagio conclusivo, con la voce di Lucia che impressiona ancor più in un frangente nel quale appare purissima nella sua coinvolgente nudità.

06/01/2026




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