Società

Giornata mondiale igiene delle mani, banchi di scuola e schermi digitali: la sfida contro i batteri resistenti parte dagli studenti

Il 5 maggio, per la diciottesima volta, l’Organizzazione mondiale della sanità richiama l’attenzione su un gesto antico e spesso sottovalutato. Lo slogan scelto per il 2026 – “Action save lives” – non lascia spazio a dubbi: servono azioni concrete, dentro e fuori gli ospedali.

A raccogliere l’appello è la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), che riassume il messaggio in poche parole: “L’attenzione di operatori sanitari, istituzioni e cittadini sull’importanza di un gesto semplice ma molto efficace per prevenire la diffusione delle infezioni, che può salvare milioni di vite ogni anno”.

Le mani restano il veicolo principale di germi e agenti patogeni. La Simit lo ribadisce senza mezzi termini, riporta Adnkronos: “Lavarle accuratamente, con acqua e sapone o con soluzioni idroalcoliche, riduce la diffusione di virus e batteri e delle malattie di cui sono responsabili quali l’influenza e il raffreddore, disturbi gastrointestinali, e le infezioni correlate all’assistenza sanitaria”. Queste ultime sono sempre più spesso causate da ceppi che hanno imparato a resistere ai farmaci comuni.

I numeri parlano chiaro. Secondo gli ultimi dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), ogni anno 4,3 milioni di pazienti in Europa contraggono almeno un’infezione durante la degenza in ospedale. Tradotto in frequenza: un ricoverato su quattordici. E un microrganismo su tre è ormai resistente agli antibiotici più importanti, riducendo drasticamente le opzioni terapeutiche.

La Simit ha deciso di non limitarsi alle raccomandazioni. I primi risultati del progetto “Insieme” sono già stati pubblicati sulla rivista “Scientific Reports”. L’analisi ha coinvolto circa 40 strutture ospedaliere complesse, restituendo una fotografia chiara: “Una significativa disomogeneità fra i centri e ampi margini di miglioramento”. Dopo quella pubblicazione, è partito un secondo studio dedicato esclusivamente all’igiene delle mani, per valutare e potenziare la diffusione di questo intervento nei contesti clinici reali. I dati preliminari, sottolinea la Simit, dimostrano l’efficacia della formazione sul campo e suggeriscono che “insieme si può migliorare la sicurezza delle cure in modo concreto e misurabile”.

A completare il quadro arriva “Batterix”, un videogioco educativo pensato per i più giovani. Ideato dall’Associazione Fulop (fondata dall’avvocato Raffaele di Monda) con il contributo scientifico della Simit, il gioco si rivolge agli studenti “nei banchi di scuola e negli spazi digitali”. L’obiettivo è spiegare infezioni, antibiotico-resistenza e impatto sociale usando il linguaggio dell’intrattenimento interattivo. I giocatori affrontano virus e batteri reali, imparando a riconoscere le situazioni a rischio e a contrastare la diffusione di patogeni resistenti.


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