Economia

Paritarie, esenzione Imu quando la retta è sotto il costo medio per studente

Per gli enti scolastici, l’esenzione Imu si misura in funzione del costo medio per studente. È questa una delle novità contenutenella legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) destinata a incidere in modo significativo sui requisiti oggettivi di accesso al regime agevolativo per le scuole paritarie non commerciali.

Scuole paritarie

L’intervento normativo opera in via di interpretazione autentica, stabilendo che le attività didattiche svolte negli immobili posseduti e utilizzati dagli enti non commerciali si considerano non commerciali quando il corrispettivo medio richiesto alle famiglie risulta inferiore al costo medio per studente (Cms), ossia al parametro annualmente determinato e pubblicato dal ministero dell’Istruzione e del merito.

Si supera così quell’impostazione particolarmente restrittiva cristallizzata nel decreto ministeriale 200 del 2012 che, per rispondere alla procedura di infrazione dell’allora Ici, aveva ancorato la non commercialità alla gratuità del servizio o alla richiesta di corrispettivi meramente simbolici. Parametri rigidi che nel corso degli anni si sono dimostrati scarsamente aderenti all’evoluzione del sistema educativo, ancorato oggi al costo standard per studente quale parametro di misurazione del fabbisogno educativo.

È proprio in questo contesto che l’intervento normativo interviene garantendo di leggere i parametri fissati dal decreto ministeriale 200 del 2012 in chiave sostanziale. Senza introdurre nuovi criteri, di fatto, la norma di interpretazione autentica valorizza il rapporto tra i corrispettivi richiesti e il costo effettivo del servizio, ricondotto al costo medio per studente. In tal modo, il requisito della non commercialità viene riallineato alla sua funzione originaria, che è quella di distinguere le attività economiche da quelle di interesse generale svolte in equilibrio economico, superando una lettura meramente formale della disciplina.

Non si tratta di un cambio di rotta improvviso, ma del consolidamento di un percorso già tracciato sul piano amministrativo. Le stesse istruzioni del modello di dichiarazione Imu/Enc hanno progressivamente recepito una logica di verifica fondata sul confronto tra il corrispettivo medio applicato e il costo medio del servizio, confermando che il parametro rilevante non è l’esistenza della retta in sé, ma la sua incidenza rispetto al costo standard.


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