rinvenuto un femore umano in via Celine
Un osso che affiora dal fango, in una zona isolata e scoscesa alla periferia sud della Capitale. È un mistero ancora senza nome quello emerso il 6 gennaio tra le sterpaglie di via Celine, una strada secondaria nei pressi della Laurentina, dove due passanti hanno notato quello che appariva chiaramente come un resto umano.
A far riaffiorare il femore sarebbe stato il maltempo incessante degli ultimi giorni. Le piogge torrenziali hanno reso il terreno instabile, provocando piccoli smottamenti che avrebbero portato alla luce l’osso, rimasto fino a quel momento nascosto sotto terra e detriti.
Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e i Vigili del Fuoco, impegnati a mettere in sicurezza l’area, caratterizzata da una forte pendenza e da un alto rischio di ulteriori cedimenti.

Una volta delimitata la zona, gli specialisti della Polizia Scientifica hanno avviato i rilievi, isolando il punto del ritrovamento per non compromettere eventuali tracce.
Il resto, identificato come un femore umano, è stato repertato e trasferito in laboratorio, dove verrà sottoposto ad analisi approfondite: test di datazione e accertamenti sul DNA dovranno chiarire se si tratti di un osso recente o di epoca più remota e se possa essere collegato a una persona scomparsa.
Le indagini restano aperte a ogni ipotesi. Nelle prossime ore, compatibilmente con le condizioni meteo, sono previsti nuovi sopralluoghi e scavi mirati nell’area circostante per verificare la presenza di altri resti o di elementi utili a ricostruire l’origine del ritrovamento, che potrebbe ricondurre a una sepoltura clandestina o a un evento del passato rimasto finora sepolto nel silenzio.
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