Calabria

La svolta promessa e i nodi irrisolti. 118 calabrese, la regia unica parte con un rinvio

Il progetto “chiavi in mano” del nuovo 118 calabrese, con il passaggio di funzione dall’Asp di Cosenza ad Azienda Zero, inciampa proprio alla vigilia della svolta annunciata. Il vertice con i sindacati, fissato per venerdì 9, alla Cittadella regionale, è stato rinviato «a data da destinarsi». La comunicazione firmata da Gandolfo Miserendino parla di «impegni improcrastinabili sopraggiunti», una formula neutra che però non riesce a mascherare la sensazione di una frenata più profonda, tecnica e politica insieme. Il rinvio arriva mentre il progetto non è ancora stato illustrato ufficialmente neppure alle Asp, alimentando un clima di incertezza che corre lungo tutta la rete dell’emergenza sanitaria.
Dietro le quinte del 118 calabrese il malessere serpeggia. Le anticipazioni filtrate negli ultimi giorni parlano di una riorganizzazione radicale dello scacchiere regionale, con possibili spostamenti del personale e senza indicazioni chiare sulla collocazione degli operatori inidonei. Restano aperti altri nodi elementari: a chi farà capo il personale dal punto di vista amministrativo? Chi liquiderà stipendi e indennità? Azienda Zero con quali strutture e risorse interne opererà? Domande che, al momento, non trovano risposta.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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