“È bello essere tornati!”: ce lo dice Ryan Dooley, leader degli All The Young

Aprile 2012, gli All The Young pubblicano il loro esordio (“Welcome Home”) e la strada sembra in discesa. Il loro travolgente guitar-rock riceve ottime recensioni e anche in classifica si presenta bene. Poi le cose prendono una piega diversa da quella che ci si poteva aspettare. Fine delle trasmissioni? Assolutamente no, perché Ryan Dooley si rimbocca le maniche e dopo un periodo di pausa la band torna a sfornare brani con il classico sound che abbiamo sempre conosciuto da loro. Un secondo disco nel 2022 (“Tales of Grandeur”) e la macchina sonora che riprende a pieno ritmo, tanto che l’anno scorso sono usciti ben tre ottimi singoli come antipasto di un album che, speriamo, vedrà la luce nel 2026.
Non poteva esserci momento migliore per scambiare due chiacchiere proprio con Ryan…
Ciao Ryan, come stai? Siamo nel 2026 e gli All The Young continuano ad essere in pista e, a giudicare dagli ultimi singoli, sembrano essere in forma più che mai. Vorrei iniziare questa chiacchierata chiedendoti di guardare al passato…ci sono stati momenti in cui hai pensato “è davvero finita“?
Ciao Riccardo, sì, lo ammetto, ci sono stati sicuramente momenti in cui ho pensato che fosse finita. C’è stato un momento dove mi sono lasciato andare troppo all’autocommiserazione. Ma poi, quando ho perso un caro amico a causa di problemi di salute mentale, ho capito che era nelle mie mani far risorgere gli ATY. Dio, è bello essere tornati!
Ci sono rimpianti? Cose che, se potessi tornare indietro, non rifaresti?
Onestamente no. Abbiamo firmato un importante contratto discografico, ma prima di farlo eravamo completamente sconosciuti. Non ho molto di negativo da dire sulla Warner Bros, ci hanno aiutato a farci conoscere. I rimpianti non ci fanno bene. Fa tutto parte della storia
Ho sempre amato la vostra musica. Mi ha sempre dato energia e intensità, e ha sempre avuto quell’incredibile capacità di raggiungere sia la testa che il cuore. Penso che sia il vostro marchio di fabbrica, cosa ne pensate?
Scriviamo canzoni con il cuore, quindi è bello sentirlo dire. A volte forse potremmo approfondire di più i problemi del mondo, guardare a quello che ci circonda anche nelle nostre canzoni e abbiamo un brano chiamato “Billionaire” in uscita per il prossimo album che fa proprio questo. Resta il fatto però che proponiamo canzoni sincere, che vengono direttamente dall’anima. Prima la musica e poi il messaggio…
Nel 2025 avete pubblicato tre singoli eccellenti. Ancora una volta siete riusciti a creare ritornelli accattivanti e quella immediatezza che vi caratterizza. Ma con “Bad Blood” avete davvero colpito nel segno: una melodia magnifica e una capacità di essere quasi “dolci”, se capisci cosa intendo. Anche gli ATY hanno un cuore tenero. Cosa ne pensi?
Certamente! Tom l’ha scritta e tra l’altro sta apportando molte nuove atmosfere al processo di scrittura. Stiamo diventando più maturi dal punto di vista emotivo! Penso che più si invecchia, più si vede la vita in modo diverso e tutta quella rabbia ed energia si placano un po’. Siamo diventati sicuramente più riflessivi…
Nella mia mente, “Something More” è come una corsa liberatoria, una canzone che ci spinge a dare il massimo per trovare il meglio di noi stessi. Io la trovo proprio un classico degli ATY.
Beh, mi piace questo paragone perché anch’io amo correre in questo periodo. L’anno scorso ho partecipato alla maratona di Copenhagen! Il testo è molto allegro. In realtà ho scritto parti di questa canzone quando avevo 18 anni, quindi in alcuni frangenti ha più di 20 anni! E sì, hai ragione, anche io la giudico come un classico brano degli ATY, è vero!
C’è un brano dell’album precedente che mi ha sempre colpito, mi riferisco a “Quiet Life”. È molto lontano dal vostro sound classico. Mi sono sempre chiesto come sia nato questo arrangiamento dance…
Beh, adoro la musica house e volevo solo fare qualcosa di veramente diverso, tanto per cambiare. La house fa parte della cultura di Stoke, tutti la adorano. Andy Gannon è stato fondamentale nella creazione e nel lavoro sul sound dei pianoforti: ha un ottimo orecchio per il pop
Si parla molto del “ritorno del Britpop” in questo momento, grazie in parte agli eccellenti album di Pulp, Suede e The Charlatans, ma soprattutto al trionfale tour degli Oasis. Come vedi la situazione? È un buon momento per il rock chitarristico?
Sicuramente sì, ma c’è da dire che alcune delle band più recenti stanno venendo un po’ schiacciate dalla nostalgia. Penso anche che alcuni prezzi dei biglietti siano scandalosi. Gli Oasis sono stati fantastici quest’estate, però, questo dobbiamo dirlo.
Sai che ho ancora a casa l’edizione del vostro primo album con il cofanetto grande e le vostre firme? C’è spazio per molti nomi e artisti nei ringraziamenti, ma mi ha sempre colpito la presenza di Morrissey. Perché lo avete ringraziato con tanto affetto?
È venuto a uno dei nostri concerti a Londra e ci ha dato una grande spinta sulla stampa, quindi non potrò mai ringraziarlo abbastanza. Cercherò di incontrarlo la prossima volta che verrà in Danimarca! Nel frattempo cerca “Ryan Dooley Clash Magazine Morrisey” e troverai l’articolo del nostro incontro.
So che sei un tifoso del Port Vale… ma quest’anno sembra essere difficile per la tua squadra, cosa ne pensi? Segui anche il campionato italiano o c’è un giocatore italiano che ha giocato (o gioca) in Inghilterra che ti piace particolarmente? Mi piace vedere Mctominay fare bene al Napoli. Il Port Vale è stato promosso ma sembra faticare, è vero. Stiamo per nominare un nuovo allenatore e penso che riusciremo a compiere il grande salto e la rimonta! Bisogna sempre crederci!
Sai che ho ancora un paio di dischi da 7″ dei New Education (la band pre ATY) a casa. Che ricordi hai di quei primi tempi? Sai, in un certo senso oggi musicalmente siamo più simili ai New Education, forse abbiamo uno stile più casual nel vestire, ma ricordo quei giorni con affetto. Quella è stata la band che ha dato inizio a tutto ed è per questo che ho intitolato una canzone come loro!
Ultima domanda, caro Ryan, e naturalmente grazie per il tuo tempo. Sai che non ti ho mai visto senza occhiali? In tutte le tue foto e nei tuoi video indossi sempre occhiali da sole neri… ma ci sono foto di te senza occhiali?
Grazie a te Riccardo e sì, queste foto ci sono, anzi, Sto pensando di tornare presto agli occhiali normali, come ai tempi dei New Education. È arrivato il momento di cambiare!
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