sciame sismico di 30 scosse, la più forte è stata di 3.8. «Nessun danno ma stato emotivo non facile»
SANT’ANGELO IN PONTANO Ancora paura nel cratere. La terra è tornata a tremare nella notte tra domenica e lunedì, riaprendo ferite mai del tutto rimarginate. Uno sciame sismico ha interessato soprattutto il Maceratese, nell’area al confine con il Fermano, con epicentro principale a Sant’Angelo in Pontano. La scossa più forte, di magnitudo 3.8, è stata registrata alle 3.31, ma l’attività era iniziata già diverse ore prima. Nel corso della notte, complessivamente, si sono verificate oltre trenta scosse.
I movimenti
Dopo il picco delle 3.31 con una scossa di magnitudo 3.8 a Sant’Angelo in Pontano (e 3.1 alle ore 3.38), la sequenza è proseguita con una scossa di magnitudo 3 alle 5.15, con epicentro a Gualdo, seguita da altri movimenti tellurici di lieve entità. Un susseguirsi che, pur senza provocare danni, ha riportato alla mente i momenti più difficili del sisma del 2016. A Sant’Angelo in Pontano la scossa è stata avvertita chiaramente. «Al di là della sorpresa – racconta la sindaca Vanda Broglia –, è tornata un po’ di agitazione addosso. Siamo entrati nel decimo anno dal terremoto e salutare questo periodo con una scossa alle 3.31, per di più con l’epicentro qui, non è stato semplice dal punto di vista emotivo». La prima reazione è stata di smarrimento, ma senza panico. «La popolazione l’ha percepita, ma nessuno è sceso in strada – spiega il primo cittadino -. In un primo momento si è cercato di capire l’evoluzione del fenomeno. Si è poi compreso che si trattava di uno sciame iniziato già prima, con scosse ravvicinate che hanno avuto il picco alle 3.31 e poi sono andate via via scemando. Sono stati effettuati tutti i controlli di rito negli edifici pubblici ed è tutto in ordine, niente pericoli per la cittadinanza. Non è stato attivato il Coc». Nessuna ordinanza di chiusura delle scuole legata al sisma. «La riapertura è prevista il 7 gennaio. Stiamo però monitorando le condizioni meteo perché è prevista neve e quindi mi riservo di verificare l’opportunità di chiudere laddove dovessero esserci precipitazioni importanti», chiarisce Broglia. Sul fronte del sisma, inevitabile il richiamo al passato: «Ci auguriamo che tutto il lavoro fatto in questi anni abbia funzionato. Molti edifici pubblici e chiese sono ancora in sicurezza ed è su questi che concentreremo l’attenzione».
Le reazioni
A Penna San Giovanni la scossa è stata avvertita solo in parte. «È durata due secondi – racconta il sindaco Stefano Barocchi –. Un po’ di spavento, ma nulla di più». Situazione tranquilla anche a Gualdo: «Alcuni l’hanno sentita, altri no – spiega il sindaco Giovanni Zavaglini – ma non abbiamo ricevuto richieste di intervento». A Urbisaglia il sindaco Riccardo Natalini ha subito diffuso un messaggio di rassicurazione: «La scossa principale ci ha svegliati di colpo e ha fatto tornare alla mente sensazioni che conosciamo bene. La cosa più importante è che non si segnalano danni a persone o cose e che la situazione è sotto controllo». Le scosse sono state percepite in gran parte del Maceratese, ben oltre i comuni dell’epicentro, e nel Fermano. «Il fenomeno rientra nella normale sismicità delle zone collinari esterne dell’Appennino centrale, coerente con la storia sismica dell’area», sottolinea Emanuele Tondi, docente di Geologia di Unicam. Nel Fermano il presidente della Provincia Michele Ortenzi ha disposto controlli nelle scuole e non sono emerse criticità. Ieri mattina sei squadre di tecnici del Comune di Fermo hanno effettuato sopralluoghi in scuole, edifici pubblici, teatro e biblioteca, non riscontrando alcun danno.




