Basilicata

Crans Montana, eroe reggino salva 20 giovani

Crans Montana, è originario di Reggio Calabria, Paolo Campolo, 55 anni, analista finanziario in Svizzera. Saputo dell’incendio è corso sul posto: «Abbiamo sfondato una porta per farli uscire»


REGGIO CALABRIA – Ha origini reggine Paolo Campolo, analista finanziario di 55 anni, che vive a Crans Montana dal 2023, con compagna e figlia 17enne che frequenta il liceo a Ginevra. Cittadinanza svizzera e sangue dello Stretto.

CRANS MONTANA, CAMPOLO TRA I PRIMI AD ARRIVARE A “LE CONSTELLATION”

Uno dei primi ad arrivare davanti al locale “Le Constellation”, il rinomato locale nel cuore delle Alpi svizzere teatro della strage dei giovani la notte di Capodanno. Paolo Campolo è uno dei testimoni diretti dell’incendio che ha trasformato la festa di San Silvestro in tragedia. Non si è tirato indietro ed è entrato. Salvando decine di persone. «Ho sfondato la porta di emergenza e mi sono caduti addosso dei corpi di ragazzi. Mi imploravano di aiutarli. Tra loro molti italiani», racconta alla stampa locale dal letto d’ospedale dove è ricoverato per il fumo inalato, a Sion, nel canton vallese. Dichiarazioni subito riprese dai media italiani e diventate virali grazie al tam tam dei social. Giunte fino alla punta dello Stivale e diventate motivo di orgoglio identitario. Una prova di coraggio e determinazione davanti a quell’inferno di fiamme e urla.

IL RACCONTO DELL’EROE REGGINO

«Ero a casa a festeggiare con la mia compagna e gli amici. Abitiamo a 50 metri dal bar, era circa l’1.20 quando ho visto provenire dalle finestre fiamme incandescenti. Poi la chiamata di mia figlia che mi ha gelato: “Papà c’è stata una strage, c’è fuoco, e ci sono tanti feriti”». Non ci pensa un attimo, Campolo. E si lancia verso il locale, armato di estintore. Giunto sul posto, il reggino dal sangue freddo, cuore caldo e temperamento d’acciaio, inizia a tirare fuori persone dall’ingresso principale. «Non si riusciva a entrare facilmente, appena uno o due metri dall’uscio, da lì abbiamo iniziato ad afferrare le persone e a trascinarle fuori», racconta al portale 20 Minuten.

«Mia figlia era tornata da Ginevra e prima di uscire era passata da casa per salutarci. Per colpa nostra ha fatto tardi: in quel locale sarebbe dovuta arrivare già a mezzanotte. Oggi posso dirlo senza esagerare, quel ritardo le ha salvato la vita. Poi è uscita per raggiungere il fidanzato, per ballare e festeggiare. Lui era già dentro con alcuni amici, la stava aspettando dietro la porta», continua nel suo racconto al Gazzettino. Il fidanzato della figlia adesso è ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale di Basilea con ustioni severe. Campolo quel lounge bar lo conosce bene, così si precipita sul retro e prova ad aprire un’uscita di servizio, con l’aiuto di un altro soccorritore improvvisato.

«Si apriva verso l’esterno, ma era bloccata o chiusa all’interno. Ma dietro, attraverso il vetro, vedevo piedi e mani. Corpi a terra. La struttura non aveva ceduto, ma dentro era una trappola» riferisce Campolo al Messaggero. Avverte un pompiere, ma questo prende tempo («ce ne occupiamo noi») e si allontana. Paolo, invece, non se la sente di aspettare e insieme a uno sconosciuto sfonda la porta e salva diverse persone.

CRANS MONTANA, CAMPOLO RICOVERATO PER INTOSSICAZIONE

Ora lui è ricoverato a Sion, per l’intossicazione respira con l’ausilio di una maschera. La figlia è illesa, mentre il fidanzato lotta tra la vita e la morte. Il suo esempio di altruismo resta indelebile.


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