Società

Manovra 2026: stanziati 627 milioni per persone con disabilità e caregiver familiari. Da gennaio il bando “Vita e Opportunità” con 370 milioni per autonomia lavorativa e abitativa

La Legge di Bilancio 2026 destina oltre 627 milioni di euro alle persone con disabilità e al riconoscimento dei caregiver familiari. Le risorse finanziano interventi per l’autonomia lavorativa e abitativa, la promozione dell’agricoltura sociale e tutele economiche per i familiari che assistono persone con disabilità.

Il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha annunciato l’apertura a gennaio del bando “Vita e Opportunità“, strumento operativo che accompagna l’entrata in vigore del Progetto di Vita con azioni concrete. La dotazione del bando supera i 370 milioni di euro e si rivolge agli enti del Terzo settore che operano in rete con le istituzioni.

Il bando “Vita e Opportunità” e le linee di intervento

Il bando “Vita e Opportunità” finanzia progetti che promuovono la dimensione abitativa, lavorativa e ricreativa delle persone con disabilità. Le risorse consentono di ristrutturare spazi, acquistare mezzi di trasporto e attrezzature, attivare corsi di formazione per l’inclusione lavorativa e per gli operatori del settore.

Gli enti del Terzo settore devono garantire continuità ai progetti e lavorare in collaborazione con le istituzioni locali. Il bando prevede due linee di azione aggiuntive: la prima sostiene il lavoro nell’agricoltura sociale, la seconda finanzia il tempo ricreativo di bambini e adolescenti con disabilità. La Manovra stanzia anche risorse per rendere accessibili le spiagge alle persone con disabilità e per un fondo da 22 milioni dedicato all’inclusione lavorativa di mille giovani con disabilità assunti a tempo indeterminato.

Il riconoscimento dei caregiver familiari e le tutele previste

La Legge di Bilancio 2026 stanzia 257 milioni di euro per il riconoscimento dei caregiver familiari, da ripartire secondo la cornice normativa che il Consiglio dei Ministri approverà a gennaio. Ai caregiver conviventi con basso reddito e carico assistenziale elevato viene riconosciuto un contributo economico esentasse fino a 400 euro mensili, erogato trimestralmente o semestralmente.

Le tutele non economiche comprendono la modifica dell’orario di lavoro per attività di cura, l’uso del lavoro agile, l’estensione del diritto al congedo parentale fino a 18 anni e la possibilità di ricevere ferie e permessi solidali dai colleghi. I giovani caregiver possono richiedere la compatibilità dell’orario di servizio civile con l’attività di cura, l’esonero dal pagamento delle tasse universitarie e il riconoscimento dell’esperienza di cura come credito formativo nei percorsi di formazione scuola-lavoro.

Il progetto di vita o il piano assistenziale individualizzato può includere la sostituzione del caregiver entro 24 ore in caso di emergenze, il supporto psicologico, l’accesso prioritario a interventi sanitari e il riconoscimento delle competenze acquisite per ottenere la qualifica di operatore socio-sanitario.


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