perché non chiuderà più alle 21 e quando arriveranno i nuovi treni
Un braccio di ferro durato settimane si è risolto oggi, 2 gennaio, con una scelta che privilegia i cittadini: la linea B della metropolitana continuerà a osservare l’orario regolare.
La minaccia di una chiusura alle 21:00 per consentire i test sui nuovi treni è stata scongiurata grazie a un accordo tecnico che prevede sessioni di prova più brevi e intense durante le ore di stop naturale del servizio.
Il caso dei nuovi treni e lo scontro con Hitachi
La consegna dei 36 nuovi treni Hitachi è diventata un caso politico. Il primo convoglio, arrivato a Roma lo scorso aprile, avrebbe dovuto essere operativo entro la fine del 2025. Il ritardo ha scatenato l’ira dell’assessore Patanè, che non ha risparmiato qualche critica ai costruttori.
Nell’incontro “infuocato” del 19 dicembre, Hitachi ha proposto quattro opzioni per recuperare il tempo perduto. Il Comune ha scartato gli scenari che prevedevano test da 5 ore (con conseguente blocco della linea alle 21).
Alla fine, la scelta è ricaduta sul cosiddetto “terzo scenario”: test di tre ore a notte effettuati su due treni in parallelo, concentrati nelle fasce di naturale sospensione del servizio. Una soluzione tecnica che consente di proseguire i collaudi senza penalizzare i passeggeri.
«Abbiamo deciso di scegliere lo scenario che ci permette di non chiudere la metro B», ha spiegato Patanè. «Le prove verranno effettuate su due nuovi treni in parallelo, per tre ore a notte. In questo modo scongiuriamo la chiusura anticipata della linea».
Le date: quando arriveranno i nuovi treni
La scelta ha però un prezzo sul calendario. Hitachi si è impegnata formalmente, con una lettera inviata al Comune, a consegnare il primo treno ad Atac il 15 marzo 2026.
Da quella data partirà la fase di “pre-esercizio”: circa tre settimane durante le quali il convoglio dovrà percorrere 5.000 chilometri a vuoto sulla linea B per completare tutti i collaudi di sicurezza.
Solo dopo questo passaggio sarà possibile vedere i primi passeggeri salire a bordo. La finestra temporale più realistica è quindi inizio aprile 2026.
Penali pronte in caso di nuovi ritardi
Dal Campidoglio il messaggio a Hitachi resta però durissimo. La pazienza è finita. In caso di ulteriori slittamenti, oltre alle penali previste dal contratto, il Comune è pronto a chiedere anche il risarcimento dei danni.
Per ora, però, la notizia che conta per i romani è una sola: la metro B continuerà a viaggiare con l’orario regolare. Una vittoria per i pendolari, arrivata dopo settimane di tensioni, riunioni e scenari da incubo.
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