Basilicata

Capodanno 2026, con Brunori Sas a Cosenza ci siamo scialati

Brunori Sas ha festeggiato l’arrivo del 2026 nella sua città, a Cosenza con il concerto di capodanno in piazza dei Bruzi


AVEVA detto «Ni scialamu» e a Cosenza ci siamo scialati! Brunori Sas ha mantenuto la promessa ed ha regalato alla sua città il capodanno che meritava, da fare invidia anche al concertone Rai a Catanzaro. Due ore piene di musica, al freddo gelido quasi insolito per la città dei Bruzi ma che non ha impedito ad un fiume di gente di assistere ad uno spettacolo meraviglioso.

Prima della mezzanotte alcuni artisti cosentini si sono alternati sull’imponente palco in piazza dei Bruzi: Speedy, fenomeno del momento che dall’Unical ha conquistato anche i club dello stivale; Giovanni Segreti Bruno che ha portato sul palco la sua nuova musica; l’r&b e la sensibilità musicale di Paola Pizzino; l’energia e la grinta di Garenna accompagnato in consolle da dj Kerò. Il brindisi di mezzanotte invece, con i fuochi d’artificio sullo sfondo, in compagnia della simpatia verace dei Cinghios.

A mezzanotte e 45, sulle note de “Il morso di Tyson”, l’inizio dello spettacolo vero e proprio, quello che tutta Cosenza attendeva. Sul palco la Sas al completo (Simona Marrazzo, voci, solina, percussioni; Stefano Amato, violoncello e basso elettrico; Dario Della Rossa, pianoforte, tastiere, sintetizzatori; Luigi Paese, tromba e flicorno; Gianluca Bennardo, trombone; Massimo Palermo, batteria e percussioni; Mirko Onofrio, voci, flauti, sax, vibrafono; Lucia Sagretti, violino, voci, theremine) un Dario Brunori visibilmente emozionato e a tratti commosso, specialmente sulle note de “L’albero delle noci”, successo sanremese dedicato a sua figlia Fiammetta che non ha portato con sé nella notte più lunga dell’anno ma che ha salutato con l’orgoglio e la tenerezza tipici di un padre che ama sua figlia.

IL CAPODANNO DI COSENZA CON BRUNORI E LA SUA COSENTINITA’

«Grazie per tutto l’affetto che ho ricevuto, per una volta lo dico seriamente – rimarca Brunori ricordando il sostegno del suo pubblico calabrese durante la sua partecipazione al Festival – mi sento molto orgoglioso».
Magnetici e romantici gli sguardi con la sua compagna Simona, sul palco assieme a lui, sulle note di “Per due che come noi” che Brunori ha ironicamente ribattezzato «la nuova “Lauretta mia”». Forte l’intesa con la sua storica band che ha dato vita ad uno spettacolo di qualità e musicalmente impeccabile ricco anche di improvvisazioni come “Bella ciao” su “Pomeriggi Catastrofici”, le prime note di “Lauretta mia” e una immancabile ma inaspettata tarantella.

Una lunga serie di successi brunoriani, tratti dai primi album fino all’ultimo uscito oramai quasi un anno fa hanno tenuto compagnia alla città di Cosenza per festeggiare il 2026. Un pubblico in visibilio ha acclamato Dario Brunori sin da inizio concerto, sotto al palco anche le associazioni alle quali il cantautore devolverà il suo cachet (“Gli altri siamo noi”, “L’Arca di Noè”, “La Spiga”, “La Terra di Piero”, “San Pancrazio”) con striscioni e cori.

E dopo lo spettacolo suggestivo di un fiume di gente con le torce accese sulle note di “Guardia ‘82”, Brunori Sas ha salutato la sua città con “Buonanotte Cosenza”, simbolo della canzone popolare cosentina, scritta da Giuseppe Giacomantonio e Antonio Pietramala e portata in auge da Mario Gualtieri. Brunori, con al collo la sciarpa del Cosenza calcio, ha regalato alla città la sua versione prima di finire con un gigantesco coro da stadio su “Lupi alè”. «Spero vi siate scialati – ha detto – noi ci siamo scialati tantissimo».


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