Marche

Busta paga pesante, a Fermo esultano in 400. Via agli indennizzi per oltre 1 milione dopo i ricorsi della Cisl


FERMO Oltre 400 persone del Fermano, assistite dalla Cisl, riceveranno presto il rimborso della cosiddetta Busta paga pesante per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro. L’Agenzia delle Entrate ha infatti comunicato la propria disponibilità a una definizione complessiva del contenzioso relativo ai rimborsi Irpef per i cittadini terremotati che non avevano aderito all’esenzione. A seguito dei numerosi giudizi promossi dalla Cisl e del recente pronunciamento della Corte di Cassazione che ha confermato la fondatezza delle ragioni sostenute dal sindacato. 

I ricorsi

Viene così riconosciuto il diritto al rimborso in favore dei ricorrenti assistiti dal sindacato. Sono oltre quattrocento nella provincia di Fermo per un importo complessivo di rimborsi dovuti di oltre un milione di euro. Tra Marche e Umbria gli aderenti alla campagna Cisl sono stati oltre quattromila, con oltre undici milioni di euro di rimborsi ormai in pagamento. Secondo la proposta formulata dall’Agenzia, ogni avente diritto del cratere fermano riceverà il rimborso entro il mese di dicembre 2026. «È un risultato importante – dichiara il responsabile Cisl territoriale Alfonso Cifani – che porta finalmente a soluzione una vicenda lunga e complessa, nella quale la nostra organizzazione non ha mai smesso di credere. Abbiamo sostenuto i lavoratori e le lavoratrici in ogni fase del contenzioso, convinti che i diritti vadano difesi con determinazione e coerenza. Oggi si apre la strada per restituire ai cittadini quanto dovuto». L’epilogo sancisce l’efficacia della strategia intrapresa dalla Cisl di procedere con i ricorsi individuali a cui l’Agenzia delle Entrate si era sempre opposta. Soddisfazione è stata espressa anche da Leonardo Pierdominici, l’avvocato maceratese che ha seguito l’iter giudiziario per conto del sindacato: «Le varie sentenze favorevoli ottenute a livello locale e la recente pronuncia della Cassazione hanno chiarito ogni aspetto interpretativo, e confermato la correttezza della linea giuridica da noi sostenuta sin dal principio, nel 2020. La proposta avanzata dall’Agenzia delle Entrate – continua il legale – rappresenta quindi un atto dovuto, ma anche un segnale di responsabilità istituzionale. Ora il percorso di chiusura del contenzioso con i dovuti rimborsi potrà procedere con tempi certi, e senza ulteriori strascichi». Una svolta decisiva era arrivata nel settembre scorso quando la Corte di giustizia tributaria di Ascoli Piceno aveva preso atto, per la prima volta, del riconoscimento in giudizio da parte dell’Agenzia delle Entrate dell’esistenza del diritto al rimborso per i ricorrenti.

Il giudizio

Una decisione fondamentale arrivata dopo anni di contenziosi sostenuti dal sindacato, oltre 3.000 persone assistite, e svariate decisioni favorevoli in ogni grado di giudizio. Nonostante tale orientamento giurisprudenziale, l’Agenzia aveva continuato a resistere nelle cause ancora pendenti e, nei mesi scorsi, aveva anche proposto un nuovo ricorso per Cassazione.




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