Abruzzo

Mancano i dati su multe e incassi


Un esposto indirizzato a cinque enti e una risposta che, secondo il promotore dell’iniziativa, lascerebbe ancora senza risposta alcuni degli interrogativi principali sulla postazione autovelox installata lungo la statale 81 Piceno-Aprutina, in località Galleria Ruzzi, nel territorio di Fara Filiorum Petri.

La segnalazione era stata trasmessa lo scorso 28 maggio da Antonio Del Furbo, autore di inchieste, al Comune di Fara Filiorum Petri, alla prefettura di Chieti, all’Anas, alla polizia stradale e alla Provincia di Chieti.

«Non ho pubblicato soltanto un post e non ho sollevato una polemica personale – precisa Del Furbo –. Ho investito formalmente della vicenda tutti gli organismi che, a diverso titolo, hanno competenze sulla strada, sulla sicurezza della circolazione e sulla postazione di controllo».

A distanza di circa due mesi è arrivato il riscontro del Comune, con una nota datata 27 luglio e protocollata in partenza il 29 luglio. L’amministrazione conferma l’acquisizione della segnalazione e richiama il procedimento istruttorio seguito per l’installazione del dispositivo, oltre al decreto prefettizio numero 6120 del 2025.

Secondo quanto riportato nella risposta comunale, la postazione sarebbe stata individuata a seguito di un’analisi dell’incidentalità svolta dagli organismi competenti. Del Furbo contesta però l’assenza, nella nota, dei dati statistici utilizzati per arrivare a quella valutazione.

«L’amministrazione richiama l’esistenza di un’istruttoria, ma non mostra i numeri – afferma –. Quanti incidenti sono avvenuti esattamente in quel punto? In quale periodo? Con quali cause? Quale riduzione dei sinistri è stata registrata dopo l’attivazione dell’autovelox?».

Il Comune, sempre secondo quanto riferito da Del Furbo, avrebbe inoltre definito le criticità contenute nell’esposto come valutazioni non sostenute da elementi tecnici oggettivi, rilievi specialistici, dati statistici o misurazioni strumentali.

«È un’impostazione che respingo – replica Del Furbo –. Il cittadino segnala una possibile criticità. Non può essere lui a dover commissionare perizie o procurarsi dati già nella disponibilità delle amministrazioni. Gli enti pubblici hanno il dovere di acquisire, verificare e rendere accessibili gli elementi necessari».

Un altro passaggio contestato riguarda le condotte degli automobilisti. Nella risposta del Comune, riferisce Del Furbo, le eventuali irregolarità non sarebbero riconducibili alla presenza dell’autovelox ma all’«ignoranza della limitazione della velocità» applicata al tratto.

«Nessuno difende chi percorre quella strada a cento chilometri orari – precisa –. Chi viola il limite deve risponderne. Ma la presenza di un decreto e di un collaudo dimostra l’esistenza di un procedimento amministrativo, non automaticamente l’efficacia della postazione nel ridurre gli incidenti».

Tra i dati che Del Furbo chiede di conoscere ci sono il numero dei verbali elevati dall’attivazione dell’autovelox, l’ammontare delle somme accertate, il numero dei ricorsi e degli eventuali annullamenti, la destinazione degli introiti e l’andamento dell’incidentalità prima e dopo l’entrata in funzione del dispositivo.

«È su questi elementi che si misura la differenza tra una postazione di sicurezza e un possibile verbalificio», sostiene. «Bisogna dimostrare che l’intervento sia stato costruito per prevenire gli incidenti e non soltanto per produrre sanzioni».

Restano inoltre attese le eventuali valutazioni degli altri quattro enti destinatari dell’esposto. «Il Comune ha risposto, seppure senza fornire i dati centrali. Ora attendiamo di sapere quali valutazioni siano state compiute dalla prefettura, dall’Anas, dalla polizia stradale e dalla Provincia di Chieti».

Del Furbo annuncia infine ulteriori richieste di accesso agli atti per acquisire la documentazione relativa a verbali, somme accertate, ricorsi, destinazione degli incassi e andamento degli incidenti.

«Non sto chiedendo l’eliminazione delle regole e non sto offrendo alibi a chi corre – conclude –. Se l’autovelox ha ridotto gli incidenti, gli enti mostrino i dati. Se ha prodotto soprattutto una montagna di verbali, i cittadini hanno il diritto di sapere quanti sono, quanto valgono e come verranno utilizzate quelle somme».


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