così Ecolan ridà nuova vita ai rifiuti [FOTO e VIDEO]

Biometano, compost e grafene ricavati dalla componente organica dei rifiuti. “Nulla si perde, tutto ritorna”: Ecolan spa ha scelto di fare dei rifiuti una risorsa, realizzando il nuovo impianto di trattamento della Forsu (Frazione organica dei rifiuti solidi urbani), inaugurato questa mattina, 11 dicembre all’interno del Parco della transizione ecologica di Lanciano. Presenti i sindaci dei Comuni soci, il presidente dell’assemblea dell’Agir, Pierluigi Biondi, il consigliere regionale Nicola Campitelli.
Si tratta di una infrastruttura strategica che completa il percorso di gestione integrata dei rifiuti avviato sul territorio provinciale. Dopo vetro, imballaggi in plastica, carta, Raee, indifferenziato, il trattamento dell’organico consente di chiudere il cerchio e consolidare un ecosistema industriale capace di trasformare i rifiuti in risorse ad alto valore aggiunto. Dalla Forsu vengono generate oggi tre risorse fondamentali: compost, biometano e grafene, dimostrando che la frazione organica può diventare leva di sviluppo ambientale, energetico ed economico.
L’infrastruttura, costata 31 milioni di euro complessivi (di cui 22 di fondi Pnrr e Fsc Cipe) e operativa da gennaio 2026, potrà trattare 40.000 tonnellate/anno di rifiuto organico (che è la produzione di questa provincia) e 15.000 tonn/a di verde e potature, provenienti dai 75 Comuni serviti da Ecolan nella provincia di Chieti. Dal prossimo anno si aggregheranno altri 10 Comuni, tra cui il capoluogo Chieti (per un totale di 85 Comuni sui 104 della provincia).
Il sito produttivo, che si trova in località Bel Luogo, si estende su una superficie di oltre 130.000 mq, comprendendo aree coperte per circa 62.000 mq, costituite da un impianto Forsu – compostaggio con area pretrattamento, biocelle di maturazione e stoccaggio compost – zona biofiltro per il trattamento dell’aria, area digestori e upgrading del biogas (separazione gas con estrazione del biometano).
“Il digestore produrrà circa 3,5 milioni di metri cubi di biometano all’anno che saranno reimmessi nel metanodotto e 12mila tonnellate di compost di qualità – dice il presidente di Ecolan, Massimo Ranieri – Per meglio avere una idea dell’impatto e dell’efficienza di questo impianto, basti pensare che produrrà una quantità di biometano sufficiente a riscaldare circa 2.000 famiglie o in alternativa alimentare circa 3000 autovetture o 75 autobus, insomma un esempio concreto di economia circolare. Con il grafene abbiamo già realizzato dei mastelli, donati all’ospedale di Atessa, e abbiamo asfaltato due tratti qui fuori. Con questa infrastruttura Ecolan chiude il ciclo della gestione dell’organico e apre una nuova fase di sviluppo, orientata alla sostenibilità, all’innovazione e all’autonomia produttiva. Un progetto che rafforza la capacità del territorio di generare valore da ciò che fino a ieri era considerato scarto”.
Dopo l’inaugurazione dell’impianto, con il taglio del nastro insieme ai sindaci soci, la giornata è continuata con la sessione scientifico-divulgativa “La saggezza del gambero ovvero l’economia circolare è una legge di natura” a cura di Valerio Rossi Albertini, fisico del Cnr, e con la tavola rotonda “Il cerchio si chiude e non si ferma”.
Momenti di commozione quando è stata inaugurata l’area del capannone dedicata alla memoria di Antonia Massimini, giovane dipendente Ecolan scomparsa prematuramente. Nello scoprire il totem commemorativo, il presidente Ranieri ha abbracciato il padre della ragazza, Vincenzo.
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