Friuli Venezia Giulia

Lavori sul Nodo di Udine, intervengono le opposizioni

08.12.2025 – 16.00 – “A distanza di due settimane, non c’è stata alcuna replica alla conferenza stampa tenutasi a Udine. L’assessore Amirante continua a far finta di nulla dichiarando che il Nodo di Udine è un’opera cruciale, ma noi attendiamo ancora molte risposte”. A sostenerlo in una nota congiunta sono i consiglieri regionali Rosaria Capozzi del Movimento 5 Stelle e Furio Honsell di Open Sinistra Fvg, con Claudio Vicentini, coportavoce di Europa Verde, e Matteo Mansi, presidente del comitato No passaggi a livello. “Siamo di fronte al paradosso, dove una volta tanto sono i cittadini a chiedere un’opera pubblica da centinaia di milioni di euro. Innanzitutto chiediamo all’assessore regionale che indichi una data” fanno sapere Capozzi e Honsell “per discutere di questa partita in consiglio comunale a Udine. La scelta come commissario dell’amministratore delegato di Rfi lascia intendere che si continuino a portare avanti gli interessi dell’azienda, che, tra l’altro, nessuno vuol dire pubblicamente quali siano, non quelli della città”.

Attendiamo, altresì, risposte in merito al protocollo firmato un anno e mezzo fa dove c’è ancora scritto nero su bianco che i binari rimarranno al loro posto, anche dopo aver speso quasi 400 milioni di euro. Chiediamo chiarezza anche sulle risorse: capiamo caro energia e inflazione, ma quest’opera doveva costare 203 milioni prima dell’arrivo del Governo Meloni e dell’insediamento dell’assessore Amirante. In Consiglio regionale” ricordano i due esponenti di Opposizione “l’esponente della Giunta Fedriga ha sostenuto, due settimane fa, che costerà 390 milioni; l’altro giorno, in pubblico, torna a parlare di 340 milioni. Nessuno, però, vuol dirci il perché di questi aumenti spropositati. Entro il 2025, secondo quanto dichiarato nel 2022 dai parlamentari della Lega, si sarebbero potuti eliminare i passaggi a livello a Udine: se qualcuno ha sbagliato progetti e previsioni, forse è meglio che lasci i posti che occupa”.

“Infine, vogliamo sapere quando l’assessore regionale intende discutere con i proponenti la petizione firmata dai cittadini di Udine e depositata in Consiglio regionale il 26 febbraio 2025. Se entro mercoledì 10 non riceveremo risposte – concludono i firmatari – giovedì 11 ci recheremo a Trieste per manifestare il nostro dissenso sotto il palazzo del Consiglio, a Trieste, dove saremo costretti a porre l’assessore regionale ad una forte assunzione di responsabilità, perché i cittadini di Udine meritano rispetto“.

[c.s.] [a.a.]




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