Passeggeri urbani sui bus extraurbani, Amt fa dietrofront: “Sensibili alle difficoltà dei lavoratori”

Genova. Amt torna sui suoi passi e annulla l’ordine di servizio per consentire la salita dei passeggeri con biglietto valido solo per la rete urbana sui bus extraurbani in Val Bisagno nel tratto tra Prato e Molassana in entrambe le direzioni.
“Pur ribadendo l’importanza di individuare soluzioni anche di piccola portata ai fini dell’efficientamento del servizio – si legge in una comunicazione firmata dal direttore operativo Paolo Robbiano – l’azienda è particolarmente sensibile in questo momento di difficoltà a tutte le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori che vengono rappresentate dalle organizzazioni sindacali con le quali c’è un costante e continuo confronto costruttivo. Per tale ragione, l’azienda al momento sospende il citato ordine di servizio per consentire a tutte le parti interessate un approfondimento sul tema ed un confronto volto a individuare la soluzione capace di contemperare le esigenze del servizio tenendo presenti le criticità evidenziate. Il tema pertanto verrà ripreso in apposita riunione”.
I sindacati avevano bocciato la decisione senza mezzi termini: “Grazie a questo ordine di servizio viene esteso il problema che oggi abbiamo sulle corse autostradali: mal comune mezzo gaudio – ironizzavano in una nota le segreterie di Fit Cigl, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal -. Le percorrenze delle linee extraurbane che sono ridotte in quanto più snelle e con meno fermate da effettuare verranno cosi mandate in sofferenza, forse Amt vuole armonizzare anche i problemi invece di risolverli. Dal punto di vista trasportistico almeno facciamo una grande cosa, magari sulla 725 porteremo la signora Parodi a Molassana e non riusciremo per mancanza posti a portare la Signora Garbarino a Torriglia, fantastico“.
Anche Cub Trasporti Autoferrotranvieri in una nota esprimeva il suo dissenso: “Apprendiamo con sgomento che Amt, su pressione politica, con questo ordine di servizio, sta cercando di mettere una toppa al disastro che ha creato in Val Bisagno riducendo drasticamente le corse del servizio urbano. La toppa è peggio del buco, come si usa dire in casi del genere, perché l’azienda e la politica invece di ritornare sui propri passi e ripristinare le corse urbane tagliate con la mannaia, hanno avuto l’alzata d’ingegno di scaricare il problema sulle linee extraurbane che hanno già i loro bei problemi di per sé”.
E così pure Usb: “La possibilità di utilizzare le linee provinciali per brevi tragitti urbani rischia di saturare i mezzi, impedendo di fatto la salita agli utenti residenti nelle aree periferiche e collinari – denuncia Usb – Nelle tratte di ritorno verso le valli, il bus rischia di essere occupato interamente da utenza urbana per brevi distanze; questo comporta il mancato accesso al mezzo per gli utenti delle vallate, che si vedono lasciati a terra nonostante il bus si svuoti sistematicamente poche fermate dopo”.




