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Carlo Cracco presenta la squadra italiana delle Olimpiadi della cucina

Carlo Cracco ne è convinto: per lavorare in una squadra, in una squadra che vinca, servono «passione, determinazione e professionalità». Sono gli elementi che lui vede nel Team Italia, la nuova squadra di cuochi che rappresenterà il nostro Paese all’edizione 2027 del Bocuse d’Or, la competizione che tutti chiamano le «Olimpiadi della Cucina». Di quella squadra e dell’Accademia che la compone, Carlo Cracco è fieramente vice presidente, affiancato, un gradino più in alto, da uno dei quindici chef tristellati italiani, Enrico Crippa, che ricopre la carica di presidente e che alle qualità richieste dal collega ai membri della squadra ha aggiunto anche «la disciplina e il metodo».

Sono stati loro due a presentare, nella Sala Mengoni del Ristorante Cracco a Milano, i cuochi che porteranno il tricolore italiano alla prossima gara della cucina internazionale, quella dedicata al leggendario cuoco Paul Bocuse.

Cos’è il Bocuse d’Or, e perché l’Italia non va mai benissimo

Carlo Cracco presenta la squadra italiana delle Olimpiadi della cucina

NurPhoto/Getty Images

Non una cena, e neanche un semplice sfoggio di piatti e ricette. Le Olimpiadi della cucina internazionale sono una cosa complicata, e anche per questo – oltre che per la loro storicità – sono realmente molto prestigiose.

La gara – che prevede una serie di selezioni locali prima di arrivare all’appuntamento finale – prevede che ogni team realizzi in un tempo stabilito di cinque ore e trentacinque minuti – un menu rappresentativo della cultura e del patrimonio gastronomico del proprio Paese, seguendo parametri e tematiche ben precise. Si valutano non solo il gusto, ma anche l’attinenza alle indicazioni date e perfino l’organizzazione e l’ordine dello spazio di lavoro di ciascun team.

In oltre trent’anni di competizioni (il Bocuse d’Or nasce nel 1987) l’Italia se l’è sempre cavata piuttosto male. Non solo non ha mai vinto, ma non ha neanche ottenuto piazzamenti particolarmente significativi, in un concorso che vede invece primeggiare la Francia e i Paesi scandinavi. Questo, nonostante la nostra cultura gastronomica (candidata non a caso a Patrimonio Unesco) e una squadra guidata da due fuoriclasse come Enrico Crippa e Carlo Cracco.

La nuova squadra italiana

Carlo Cracco presenta la squadra italiana delle Olimpiadi della cucina

Mangherini Matteo


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