Società

Benedetta Porcaroli: «Sto tentando di uscire dalla mia comfort zone, da ciò che mi rassicura. Ma cerco di non tradire la bambina che è dentro di me»

Tra la regista Carolina Cavalli e l’attrice Benedetta Porcaroli è nato un connubio vincente. Due anni fa erano alla Mostra del Cinema di Venezia con lo spiazzante Amanda. Quest’anno è toccato a Il rapimento di Arabella, con cui Porcaroli si è aggiudicata al Lido il premio come miglior interprete femminile nella sezione Orizzonti. Dal 4 dicembre il film sbarca nelle sale.

Anche quest’opera seconda ci porta nel mondo di Carolina Cavalli, dove ironia, grottesco, inquietudine e surreale giocano ad armi pari. Se Amanda era ermetico, Il rapimento di Arabella stringe un po’ più l’occhio al pubblico, senza però perdere la sua musicalità. La regista infatti crea il suo linguaggio personale, si muove tra personaggi in bilico tra realtà e sogno, sono sfuggenti, vulnerabili, intrisi di solitudine e malinconica, ma vivi. Sono in cerca di una riconoscibilità nel mondo,

Holly (Porcaroli), 28 anni, ha sempre pensato che la vita non sia andata nel verso giusto. Quando incontra una bambina di nome Arabella (Lucrezia Guglielmino), si convince di aver trovato sé stessa da piccola. Da quel momento inizia un viaggio «verso l’accettazione di sé», afferma Cavalli.

Benedetta Porcaroli «Sto tentando di uscire dalla mia comfort zone da ciò che mi rassicura. Ma cerco di non tradire la...

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