Abruzzo

7mila chilometri a piedi in 470 giorni


Si è concluso domenica 30 agosto a Santa Teresa Gallura, in Sardegna, il lungo viaggio a piedi di Luca Terenziani lungo il Sentiero Italia del Club alpino italiano, indicato come il cammino più lungo del mondo. Un’impresa durata 470 giorni, con oltre 7mila chilometri percorsi e 300mila metri di dislivello positivo.

Come riferisce l’Ansa, Terenziani era partito il 18 maggio 2025 dal confine tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, nei pressi di Trieste, e ha attraversato in solitaria, senza mai utilizzare mezzi di trasporto, l’intero arco alpino, la dorsale appenninica e le isole maggiori e minori.

Il percorso ha toccato anche l’Abruzzo, attraversato nella seconda parte dell’impresa dopo la ripartenza avvenuta il 31 gennaio 2026.

Originario di Feltre e residente in Trentino da circa dieci anni, Terenziani ha alle spalle 14 anni di attività agonistica tra corsa in montagna e su strada. Il suo primo lungo cammino risale invece al 2024, quando, dopo la chiusura del negozio che gestiva, percorse la Via degli Dei in cinque giorni e mezzo.

Il viaggio lungo il Sentiero Italia ha conosciuto anche un momento particolarmente difficile. Nell’ottobre 2025, dopo aver attraversato il Monte Rosa e l’intero arco alpino, per quasi 2.900 chilometri e oltre 151mila metri di dislivello, Terenziani fu fermato da un malore a Pontremoli, in Toscana.

Dopo tre mesi di cure e riabilitazione e il rischio di dover interrompere definitivamente l’impresa, il 31 gennaio 2026 è ripartito esattamente dal punto in cui si era fermato.

Da lì il cammino è proseguito verso Sud attraversando Lazio, Abruzzo, Campania e Calabria, per poi toccare anche Ischia, Vulcano e Stromboli. In Sicilia, il 25 giugno, Terenziani è salito fino ai 3.327 metri del Cratere di Nord-Est dell’Etna.

L’ultima parte del viaggio si è svolta in Sardegna, attraverso Barbagia e Supramonte, fino all’arrivo a Santa Teresa Gallura.

Adesso l’ex atleta ha annunciato di voler raccogliere il materiale fotografico e video realizzato durante il percorso in un libro e in un documentario da presentare nelle sezioni del Cai in tutta Italia.

«È stata l’esperienza più bella della mia vita – ha raccontato Terenziani –. Ho affrontato problemi di salute, difficoltà con l’attrezzatura e ogni tipo di condizione climatica, ma non ho mai mollato, anche per dimostrare che davanti alle difficoltà non ci si arrende».


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