3 giochi che puoi comprare sul PlayStation Store, ma che sono davvero terribili
Quando si parla di giochi brutti, è facile tirare in ballo l’enorme quantità di titoli spazzatura che si possono trovare sul PlayStation Store. Ci sono però anche prodotti realizzati da software house più o meno importanti che sono arrivati sugli scaffali in un pessimo stato e ancora oggi, dopo anni, vengono derisi dai giocatori.
The Walking Dead Destinies
Almeno sulla carta, The Walking Dead Destinies sembrava essere il gioco dei sogni per chiunque fosse appassionato non tanto della serie in generale, ma della serie TV AMC. Questo gioco d’azione in terza persona sviluppato da Flux Games e pubblicato da GameMill Entertainment (ricordate bene questo nome) prometteva infatti di poter rivivere la quasi totalità della storia vestendo i panni dei personaggi più importanti, così da poter giocare durante gli archi narrativi come la prigione e la guerra con Negan. Non solo, perché la possibilità di prendere scelte in determinati punti avrebbe permesso di giocare dei veri e propri capitoli what if, così da scoprire come sarebbero andate le cose se, ad esempio, Shane avesse ucciso Rick durante quella notte alla fattoria. Ovviamente le cose sono andate in maniera molto diversa e, sebbene tutto quanto promesso sia effettivamente arrivato nel gioco, The Walking Dead Destinies si è rivelato uno dei peggiori titoli mai arrivati sul mercato, tra bug, glitch, un comparto grafico indecente e animazioni ridicole. Insomma, un titolo così brutto che persino i fan più incalliti della serie non riuscirebbero a giocare e che si pone più di un gradino sotto rispetto allo spin-off in prima persona su Daryl, parecchio brutto ma in fin dei conti godibile.
Skull Island: Rise of Kong
Vi abbiamo detto di ricordare GameMill Entertainment per un motivo ben preciso: questo editore ci ha regalato anche un altro capolavoro di bruttezza come Skull Island: Rise of Kong, di cui potete anche leggere la recensione che sottolinea quanto fosse un gioco terribile sotto ogni punto di vista. Parliamo di fatto di uno dei peggiori mai realizzati nella storia del medium, che riesce a sbagliare qualsiasi cosa, dal comparto grafico al gameplay. L’avventura, incentrata sulla vendetta del giovane Kong contro il predatore Gaw, si è rivelata una sequenza straziante di livelli lineari immersi in scenari dai colori orribili, dove la foresta pluviale di Skull Island assomigliava più a un agglomerato informe di asset digitali mal posizionati che a una giungla viva. Il fulcro del gameplay consisteva nel premere ripetutamente lo stesso tasto d’attacco per abbattere ondate di nemici tutti uguali, piagati da una fisica surreale che faceva rimbalzare i corpi delle creature come fossero palloncini gonfiabili. Il team di Iguana Bee è riuscito a sbagliare persino le sequenze filmate di momenti drammatici, che per via di scelte insensate non solo apparivano ridicole, ma sono diventate persino un meme sui social.
Code Violet
Il 2026 si è aperto all’insegna di un altro colossale disastro che ha immediatamente conquistato il trono di peggiore esclusiva per PlayStation 5 dell’anno: stiamo ovviamente parlando di Code Violet, l’ultima fatica del team TeamKill Media, già ampiamente criticato in passato per il disastroso Quantum Error e già pronto a regalarci nuove emozioni, visto l’annuncio recente di Black Tides: The Curse of Blackbeard. Il gioco, che si propone come un erede spirituale di Dino Crisis, è un disastro su tutti i fronti e basta guardare la media dei voti su Metacritic per rendersene conto (è inferiore persino a quella di Gollum, altro gioco brutto ben noto). Tra salvataggi corrotti, texture a bassa risoluzione, personaggio che sembra pattinare per gli scenari e dinosauri che si incastrano nei muri, di questo gioco non si salva proprio nulla.
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