La gemma nascosta su Netflix: una miniserie thriller del 2021 che ancora oggi vale una maratona
A cinque anni dalla sua uscita, Behind Her Eyes – Dietro i suoi occhi continua a essere una di quelle serie che Netflix ha nel suo catalogo e che meritano di essere scoperte, o riscoperte. Sei episodi da cinquanta minuti ciascuno, una manciata di ore che possono trasformarsi in una maratona da divorare in un pomeriggio o spalmare su due serate. Ma soprattutto, una storia che parte come un classico triangolo amoroso per virare verso territori narrativi decisamente meno battuti. La trama prende le mosse da un innesco classico del thriller psicologico: Louise, madre single interpretata da Simona Brown, inizia una relazione clandestina con David, il suo nuovo capo psichiatra.
Tom Bateman porta sullo schermo un personaggio che nasconde più di quanto mostri, ma è l’incontro casuale di Louise con Adele, la moglie di David interpretata da Eve Hewson, a far deragliare la storia dai binari previsti. L’amicizia che sboccia tra le due donne complica la situazione sentimentale di Louise, ma è solo la superficie di qualcosa di molto più inquietante. Adele diventa rapidamente il cuore pulsante della serie. Misteriosa, apparentemente fragile, controllata dal marito in modi che emergono gradualmente, è lei a trascinare la narrazione verso zone d’ombra sempre più profonde.
Eve Hewson costruisce un personaggio magnetico, capace di tenere lo spettatore incollato allo schermo mentre cerca di decifrare cosa si nasconda dietro quegli occhi. E il titolo della serie, Behind Her Eyes, non è casuale: tutto ruota attorno a ciò che non si vede, a ciò che viene celato sotto la superficie di una facciata apparentemente ordinaria. Man mano che Louise scava nella vita coniugale di David e Adele, la serie cambia pelle. Quello che sembrava un dramma domestico con sfumature di thriller psicologico inizia a incorporare elementi soprannaturali, scivolando verso territori che ricordano produzioni come The Stranger o The OA. È un ibrido di generi che non tutti i critici hanno apprezzato, ma che rappresenta precisamente il punto di forza della serie: la capacità di sorprendere, di spiazzare, di non essere mai completamente quello che sembra.
La serie è tratta dal romanzo bestseller del 2017 di Sarah Pinborough e portata sullo schermo da Steve Lightfoot, nome noto agli appassionati di serialità oscura per il suo lavoro su Hannibal, l’elegante adattamento di Bryan Fuller con Mads Mikkelsen, The Punisher e Narcos. Lightfoot sa come costruire tensione, come dosare le rivelazioni, come mantenere vivo l’interesse anche quando la trama sembra prendere direzioni improbabili. E soprattutto, sa come orchestrare un colpo di scena finale. Il twist conclusivo di Behind Her Eyes è diventato nel 2021 oggetto di discussioni accese sui social media, dividendo nettamente il pubblico. C’è chi lo ha considerato brillante, audace, perfettamente preparato da indizi disseminati lungo tutti gli episodi. C’è chi invece lo ha bollato come eccessivo, implausibile, al limite del ridicolo.
Ma forse il vero valore di Behind Her Eyes non sta tanto nella perfezione formale quanto nella sua capacità di restare impresso. È una di quelle serie che vale la pena rivedere una seconda volta, proprio per cogliere tutti quei dettagli che assumono un significato completamente diverso una volta conosciuto il finale. Gli indizi ci sono, sparsi qua e là, ma sono così ben mimetizzati nella struttura narrativa che è quasi impossibile metterli insieme al primo giro. Cinque anni dopo la sua uscita, Behind Her Eyes rimane una gemma nascosta nel vasto catalogo Netflix. È una serie che si fa guardare tutta d’un fiato, che tiene incollati allo schermo, che regala quella particolare soddisfazione di aver scoperto qualcosa che non era sulla bocca di tutti.
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