Marche

PalaSavelli campo principale, il PalaGrotta torna protagonista – Cronache Fermane

La dirigenza Yuasa insieme ai sei pionieri del volley locale premiati quest’oggi

Non è stata semplicemente la comunicazione di un calendario logistico, bensì la definizione di una visione. Una scelta ponderata per settimane, frutto di confronti interni, riflessioni e dialogo con le istituzioni, destinata a tracciare la rotta della Yuasa Battery Grottazzolina anche negli anni a venire. Nel corso della conferenza stampa ospitata in una gremita sala consiliare del Municipio di Grottazzolina, teatro anche di una cerimonia emozionante e toccante attraverso la quale il club ha voluto omaggiare la figura dei sei “pionieri” che nel 1971 diedero il là alla pallavolo nel piccolo centro fermano, la società ha infatti voluto chiarire definitivamente uno dei temi più dibattuti degli ultimi mesi: dove giocherà la Yuasa Battery il prossimo campionato di Serie A2 Credem Banca.

Il messaggio emerso è stato netto: Grottazzolina non verrà lasciata indietro. Il PalaGrotta continuerà infatti a rappresentare il cuore pulsante della società. Allo stesso tempo, sarebbe stato impossibile rinunciare al patrimonio costruito negli ultimi due anni al PalaSavelli di Porto San Giorgio, impianto completamente rinnovato e ormai diventato un punto di riferimento per il volley nazionale e non solo, come confermato anche dall’organizzazione dei recenti Campionati Europei Under 18. Nasce così una scelta che non divide, ma unisce, ancora una volta nel pieno spirito che contraddistingue M&G Scuola Pallavolo dal momento stesso della sua fondazione. Il PalaSavelli sarà il principale teatro delle gare interne della Yuasa Battery nel prossimo campionato di Serie A2, mentre il PalaGrotta tornerà ad ospitare un numero di incontri di regular season – che saranno comunicati il prossimo 1° agosto in occasione della presentazione della campagna abbonamenti – oltre alle gare di Coppa Italia, in caso di qualificazione.

Una soluzione condivisa con le amministrazioni comunali di Grottazzolina e Porto San Giorgio, e che consente al club di mantenere salde le proprie radici senza rinunciare alle opportunità offerte da un impianto di livello nazionale.

Ad impreziosire la conferenza gli interventi del sindaco di Grottazzolina Alberto Antognozzi, del sindaco di Porto San Giorgio Valerio Vesprini, del presidente Rossano Romiti, del tecnico Massimiliano Ortenzi e dell’intero direttivo societario, testimonianza concreta di una comunità che continua a lavorare unita nella stessa direzione. E a spiegarne le motivazioni è stato proprio il presidente Rossano Romiti, che ha raccontato il lungo percorso di riflessione affrontato dal direttivo. «In queste settimane abbiamo fatto tante riflessioni in società, decidere dove giocare la prossima stagione rappresenta una scelta importante e non è esagerato dire che questa scelta è forse una delle più importanti per il futuro della società, per questo andava ponderata con grande calma ed attenzione. Decidere dove giocare la prossima stagione dà l’impronta al nostro futuro». 

Il ragionamento parte da lontano. Due anni fa il trasferimento a Porto San Giorgio fu inevitabile. La SuperLega imponeva requisiti strutturali incompatibili con il PalaGrotta. Quella che inizialmente sembrava una necessità si è però trasformata rapidamente in un’opportunità: «Il trasferimento è stato un obbligo, ma ci ha permesso di diventare davvero una squadra del territorio».
In questi due anni il PalaSavelli è cresciuto insieme alla Yuasa Battery. Ampiamente rinnovato, ha ospitato eventi di livello internazionale, tra cui i recenti Campionati Europei Under 18, confermandosi ormai come uno degli impianti di riferimento della pallavolo nazionale. «Il regolamento oggi ci permetterebbe di tornare stabilmente a Grottazzolina. Ma noi abbiamo scelto una strada diversa». Una strada che non rinnega il passato e non interrompe quanto costruito.«Rimarremo a Porto San Giorgio come campo principale». Ma allo stesso tempo riafferma con forza l’identità della società. «Noi siamo e resteremo Grottazzolina». 
Da qui la decisione di riportare il grande volley anche nella storica “bombonera” del PalaGrotta. Una scelta che comporterà inevitabilmente uno sforzo organizzativo importante. Gestire due impianti differenti significa duplicare allestimenti, logistica, personale e procedure operative. Un impegno tutt’altro che banale. Eppure il club ha deciso di assumersi anche questi oneri pur di non lasciare indietro quella che rimane la casa naturale ed originale. Il presidente ha poi sintetizzato la filosofia societaria con un’immagine destinata probabilmente a diventare una delle frasi simbolo della stagione. «Vogliamo continuare ad essere una società del territorio che guarda al futuro, come un albero che affida la propria stabilità alle radici senza mai rinnegarle, ma poi allarga la chioma e continua a crescere verso l’alto.” Aspetto, quest’ultimo, definito inevitabile dal Presidente: “Il periodo è tale per cui ci si deve allargare per forza, perché chiudendosi si rischia di implodere. Con la forza delle radici continueremo comunque ad aprirci al territorio, affronteremo una stagione difficile ma speriamo positiva e ricca di sorrisi ed entusiasmo».

Un concetto condiviso anche dal sindaco di Grottazzolina, Alberto Antognozzi, che ha ricordato come proprio il Comune, tre anni fa, investì risorse importanti per adeguare il PalaGrotta ai parametri della Serie A2, portandone la capienza a mille posti. Senza quello sforzo non sarebbe mai potuto iniziare il percorso che ha condotto il club fino alla SuperLega. «Anche Per questo siamo felici che la società abbia scelto di riportare alcune gare a Grottazzolina. Veniamo da 2-3 anni straordinari, siamo profondamente grati a questa società e chi la sostiene. Il fatto che siamo qui anche con Vesprini è la testimonianza dell’unione di un territorio attorno a questo movimento. Oggi si riparte verso un campionato di A2, che è comunque un livello straordinario in cui Grottazzolina è largamente il paese più piccolo, e nonostante ciò partiamo addirittura come una delle compagini favorite».  Doppio campo, dunque, ma un’unica voce di sostegno: «Continueremo a tifare per le gesta di questa squadra sia a Grottazzolina che a Porto San Giorgio».

Sulla stessa linea anche il sindaco di Porto San Giorgio Valerio Vesprini, che ha sottolineato il valore della collaborazione costruita negli ultimi anni. «Come Porto San Giorgio mi sento ormai parte della famiglia M&G Scuola Pallavolo, in nome di un rapporto che è sempre stato franco e diretto con l’obiettivo di unire, e mai di dividere. Avere questa società a Porto San Giorgio è stato un vanto, come comune e territorio ci sono stati evidenti riscontri in termini di visibilità e indotto. Il campionato europeo Under 18 è forse il simbolo di tutto questo, impossibile ottenere di poter ospitare questi eventi senza una società con pedigree importante alle spalle, e l’indotto avuto è evidente per tutto il fermano».  E sulla decisione del club di scegliere il PalaSavelli come campo principale: «Siamo ovviamente felici e pronti a riaccogliere la Yuasa, per una sinergia vera con Grottazzolina. Sarà una stagione difficile, perché quando si parte da favoriti è sempre difficile, in ogni caso con questa cittadina è nata un’amicizia vera, la pallavolo è entrata a Porto San Giorgio a tutti i livelli, senza dimenticare il giovanile con un gran numero di iscritti. Un sincero in bocca al lupo per la nuova stagione».

Per coach Massimiliano Ortenzi, infine, questa scelta rappresenta perfettamente l’identità della M&G. «Ogni anno nella conferenza stampa qui in sala consiliare affrontiamo un tema diverso, oggi è stato bellissimo vedere il trasporto e l’emozione di coloro che hanno dato il via a tutto. La storia è importante. Il loro seme è il nostro stesso seme, lasciare una traccia a chi verrà dopo. Tutto questo fa sì che questa realtà sia unica, una società che tramanda i valori nel tempo. Prima era più facile essere comunità, perché c’era poco e l’ideale aveva un valore altissimo. Oggi è più difficile, perché la società è molto più individualista. Il merito che forse questa società si deve prendere è quello di aver costruito sempre ponti di collegamento, ma non per annettere nuove realtà piantandoci la bandierina come al Risiko, bensì con il solo e autentico scopo di creare qualcosa di grande che possa poi anche reggere l’urto di tempi così difficili, come la pandemia prima e la crisi internazionale di oggi. La nostra è una realtà che vuole costruire, e per farlo è importante che tutti si sentano coinvolti, in primis i sindaci dei territori in cui facciamo attività, anche quelli non presenti qui oggi. Sarà comunque emozionante, per me da allenatore in primis, tornare a giocare alcune gare qui a Grottazzolina, nella speranza che tutto ciò ci porti a tornare anche a vivere le emozioni condivise che abbiamo vissuto negli ultimi anni». 
 Non una scelta di campo, dunque. Una scelta di territorio. Perché la Yuasa Battery ha deciso di non scegliere tra passato e futuro, ha scelto entrambi. Con le radici ben piantate a Grottazzolina e lo sguardo rivolto sempre più lontano.


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