15enne italiano in carcere a Malta da 70 giorni per falso allarme bomba a scuola, il padre: “Condizioni allarmanti”

Un ragazzo italiano di 15 anni si trova in isolamento da oltre due mesi in un istituto penitenziario maltese. Il giovane è stato fermato lo scorso 25 maggio con l’accusa di aver procurato un falso allarme presso la scuola che frequentava abitualmente.
Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, il quindicenne avrebbe segnalato telefonicamente la presenza di un ordigno nell’istituto, provocando l’evacuazione immediata dell’edificio: le ricerche condotte dalle forze dell’ordine locali non hanno però portato al rinvenimento di alcun oggetto pericoloso.
Il racconto del padre sulle condizioni di detenzione
Il genitore del ragazzo ha denunciato una situazione psicofisica molto difficile per il figlio. Durante i primi quattro giorni di detenzione in un’ala per adulti, il forte stress avrebbe spinto il giovane a compiere atti di autolesionismo.
Successivamente, il quindicenne è stato spostato in una struttura minorile dove avrebbe trascorso circa 22 ore al giorno chiuso in cella. Il padre ha riferito episodi preoccupanti: per alcuni giorni il figlio sarebbe stato costretto a mangiare con le mani poiché nessuno gli avrebbe fornito le posate.
L’impegno delle istituzioni e la prossima udienza
L’ambasciata italiana e i rappresentanti del governo stanno monitorando costantemente la vicenda e hanno già incontrato i familiari. I diplomatici hanno sollevato ufficialmente il caso presso le autorità locali e partecipano alle udienze in qualità di osservatori.
La prossima tappa del percorso giudiziario è fissata per il 19 agosto. Fino ad allora, le istituzioni continueranno a vigilare sul trattamento riservato al giovane connazionale all’interno del sistema carcerario dell’isola.
Source link




