Zapatero, indagate anche le figlie: il caso Plus Ultra travolge la famiglia e la sinistra spagnola
Si amplia l’inchiesta giudiziaria sul caso Plus Ultra, relativa al salvataggio pubblico da 53 milioni di euro concesso durante la pandemia alla compagnia aerea spagnola. Il giudice dell’Audiencia Nacional José Luis Calama ha disposto l’iscrizione nel registro degli indagati di Alba e Laura Rodríguez Espinosa, figlie dell’ex presidente José Luis Rodríguez Zapatero, e della sua segretaria Gertrudis Alcazar. La decisione è stata presa su richiesta della Procura anticorruzione.
Il giudice ha esteso l’ambito dell’inchiesta anche alla società Wathefav, intestata alle due donne: l’ipotesi è che esista un possibile collegamento con il presunto schema di società di copertura di presunti trasferimenti di denaro proveniente da presunte commissioni. Secondo quanto riportato da El Pais, secondo il giudice la società avrebbe svolto un “ruolo determinante nel canalizzare, occultare o agevolare operazioni rilevanti per i fatti”, circostanza che le colloca “nel cerchio delle persone potenzialmente coinvolte nell’imputazione”.
L’ex leader del partito socialista ha sostenuto davanti al giudice che questa società si occupava della redazione di report di consulenza e dello sviluppo di piani di comunicazione per alcune delle aziende con cui collaborava, ma la Procura Anticorruzione e il giudice istruttore hanno messo in dubbio questa versione, ritenendo che in realtà si trattasse di uno strumento per riciclare denaro a favore di Zapatero. L’Unità per i Crimini Economici e Fiscali (UDEF) della Polizia Nazionale, infatti, ha effettuato una perquisizione presso la società il 19 maggio in relazione a questi sospetti.
Ricordiamo che Zapatero è indagato per traffico di influenze illecite, evasione fiscale e contrabbando. Nella prima inchiesta, l’ex premier è accusato di aver fatto pressioni sul governo guidato da Pedro Sanchez per convincerlo a salvare con denaro pubblico la piccola compagnia aerea spagnola Plus Ultra, in grave crisi a causa della pandemia. Le accuse già formalizzate comprendono traffico di influenze, falsità documentale, organizzazione criminale e riciclaggio di denaro.
La seconda inchiesta riguarda gioielli e preziosi ritrovati nel suo ufficio durante una perquisizione: collane, bracciali e anelli dal valore di 1.323.915 mai dichiarati al fisco. L’accusa di contrabbando riguarda invece l’ipotesi che abbia importato gioielli da fuori dell’Ue, senza pagare le imposte della dogana.
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