Woolrich, la sede di Bologna chiude in anticipo

Woolrich dice addio a Bologna, come era nell’aria. Da martedì primo settembre la sede resterebbe vuota, con diversi mesi di anticipo rispetto alla scadenza del 31 marzo 2027 inizialmente prevista dall’accordo raggiunto all’inizio dell’anno. Per i dipendenti coinvolti resterebbero due possibilità: accettare il trasferimento nella sede di Torino oppure lasciare l’azienda con un incentivo economico.
La vertenza riguarderebbe complessivamente 139 lavoratori di Woolrich Europe: 109 impiegati a Bologna e 30 a Milano.
Lombardo: “Un altro marchio storico della moda che se ne va”
A intervenire sulla chiusura è Marco Lombardo, senatore di Azione ed ex assessore al lavoro del Comune di Bologna: “Woolrich, addio Bologna. Un altro marchio storico della moda che se ne va. Ora ai lavoratori, circa un centinaio, non resta che scegliere tra il trasferimento o l’uscita dall’azienda con bonus”, scrive su X.
Il senatore collega la vicenda alle altre crisi che negli ultimi anni hanno colpito il comparto della moda nel territorio emiliano-romagnolo: “Dopo il caso Yoox, Bologna perde un altro importante presidio produttivo, con la riorganizzazione aziendale che sacrifica la tutela occupazionale e la continuità produttiva sul territorio”.
Woolrich, addio Bologna.
Un altro marchio storico della moda che se ne va. Ora ai lavoratori (circa un centinaio) non resta che scegliere tra il trasferimento o l’uscita dall’azienda con bonus. Dopo il caso Yoox, Bologna perde un altro importante presidio produttivo importante,… https://t.co/Gtq29A0oGL— Marco Lombardo (@mlombardo81) August 30, 2026
L’acquisizione da parte di BasicNet
La crisi si era aperta alla fine del 2025, dopo il passaggio del marchio al gruppo BasicNet, proprietario, tra gli altri, di Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Superga, Sebago e Briko. La nuova proprietà aveva annunciato la volontà di concentrare le attività a Torino, disponendo il trasferimento dei 109 dipendenti di Bologna e dei 30 di Milano.
Il confronto aveva portato, il 30 gennaio, a un accordo che ritirava i trasferimenti obbligatori e li subordinava alla disponibilità dei singoli lavoratori.
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