Wall Street chiude con nuovi record per S&P 500 e Nasdaq. Piazza Affari regina d’Europa
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Borsa di Milano in controtendenza nella prima settimana di maggio con il piede sull’acceleratore a fronte di un’Europa che resta prudente in attesa degli sviluppi del conflitto fra Stati Uniti e Iran. E chiusura in rialzo per la Borsa di Wall Street: il Nasdaq ha guadagnato l’1,71%, a 26.247 punti, sulla scia del rally del titolo Intel dopo le indiscrezioni secondo cui avrebbe stetto un preaccordo con Apple per la produzione di alcuni dei chip che alimentano i suoi dispositivi. Le azioni Intel sono salite del 13%. A spiengere i listini in rialzo anche i buoni dati sul mercato del lavoro ad aprile, migliori delle attese. L’S&P ha guadagnato lo 0,81%, a 7.396 punti, il DJ sulla parità, a 49.609 punti.
Il Ftse Mib guadagna il 2,2% puntando ai 50.000 punti, ovvero, al record storico dei tempi della bolla Internet. A sostenere il listino è soprattutto il rally di Prysmian (+18,8%) sostenuto a sua volta dai record del Nasdaq oltre che dalla trimestrale.
L’Euro Stoxx 600 chiude con un rialzo frazionale (+0,1%) mentre gli altri indici principali (Parigi, Francoforte e Madrid) si attestano sulla parità e Londra finisce in calo dell’1,4%. Da segnalare l’inversione di rotta del petrolio con un tonfo dell’11% per il Brent e dell’8,6% per il Wti, in scia alla tenuta della tregua Usa-Iran, nonostante i nuovi scontri nello Stretto di Hormuz.
Guardando all’azionario, settimana da incorniciare , come detto, per Prysmian, sull’onda della domanda legata a reti elettriche, data center e intelligenza artificiale, accompagnata dalle parole dell’ad, Massimo Battaini, sui piani di crescita organica e M&A. Sugli scudi anche Amplifon (+16,5%) premiata dai conti del trimestre e dalla guidance 2026, seguita da Diasorin (+8,9%). Bilancio positivo anche per Unicredit (+7,4%) con gli occhi puntati sulla partita Commerzbank.
Sul fronte opposto, Campari (-10,8%) archivia la settimana con la maglia nera penalizzata da vendite inferiori alle attese nel primo trimestre. Il ribasso del greggio trascina giù i petroliferi: -5% Eni, -6,6% Saipem e Tenaris. Quest’ultima ha anche risentito dei conti trimestrali con outlook prudente sul secondo trimestre, oltre che sulle novità ai vertici.
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