Economia

Volatilità del gas, conto da 13 miliardi per l’Europa

Nei primi quattro mesi del 2026 la volatilità del gas è costata 13 miliardi di euro ai consumatori europei. Ma il conto sarebbe stato molto più pesante senza la crescita delle rinnovabili, che hanno fatto risparmiare 29 miliardi di euro sul mercato elettrico all’ingrosso.

È la conclusione del briefing Renewable electricity: best buffer against gas price volatility dell’Agenzia europea per l’ambiente (Eea), secondo cui eolico e fotovoltaico sono ormai il principale scudo dell’Europa contro gli shock dei combustibili fossili.

Il motivo è semplice. Nonostante i progressi nella transizione energetica, l’Unione europea continua a dipendere in larga misura dalle importazioni di combustibili fossili: nel 2024 proveniva dall’estero circa l’85% del gas consumato e il 97% dei prodotti petroliferi. Quando il prezzo del gas aumenta, continua quindi a trasmettere rapidamente i propri effetti al mercato elettrico, perché le centrali a gas fissano ancora il prezzo marginale dell’elettricità in molte ore della giornata. Le tensioni geopolitiche dei primi mesi del 2026 e le ripercussioni sui flussi energetici hanno riportato in primo piano questa vulnerabilità.

Peso del gas, quota delle rinnovabili e prezzo medio dell'elettricità nei principali mercati europei (gennaio-metà aprile 2026)

Peso del gas, quota delle rinnovabili e prezzo medio dell’elettricità nei principali mercati europei (gennaio-metà aprile 2026) 

Secondo l’Agenzia, però, negli ultimi quindici anni il rapido sviluppo delle fonti rinnovabili ha già modificato profondamente il funzionamento del mercato elettrico europeo. Nei primi sedici settimane del 2026 le rinnovabili hanno coperto il 44% della produzione elettrica dell’Unione, quasi il doppio rispetto al 2010, riducendo il ricorso alle centrali alimentate a gas e attenuando l’impatto delle oscillazioni dei combustibili fossili sui prezzi dell’elettricità. Lo studio definisce questo effetto una vera e propria forma di “assicurazione macroeconomica”: più cresce la quota di energia rinnovabile, minore è l’esposizione dell’economia europea agli shock internazionali.

Costo totale dell'elettricità sul mercato day-ahead nei diversi scenari (gennaio-metà aprile 2026)

Costo totale dell’elettricità sul mercato day-ahead nei diversi scenari (gennaio-metà aprile 2026) 

Il caso Italia

L’Italia rappresenta uno degli esempi più evidenti di questa dipendenza. Nel periodo analizzato il gas ha determinato il prezzo dell’elettricità nel 66% delle ore, uno dei valori più elevati dell’Unione europea, insieme alla Polonia (63%). In Spagna, invece, il gas ha fissato il prezzo soltanto nel 9% delle ore, contribuendo a mantenere il prezzo medio dell’elettricità intorno ai 43 euro/MWh, molto al di sotto dei livelli italiani.

Per l’Agenzia la differenza non dipende dalla geografia né dal funzionamento del mercato elettrico, ma soprattutto dalle scelte energetiche compiute negli ultimi vent’anni. Dal 2000 la produzione elettrica italiana è rimasta sostanzialmente stabile (-2%), aumentando progressivamente la dipendenza dalle importazioni di elettricità a basso costo provenienti soprattutto da Francia e Svizzera. Nei primi mesi del 2026 il gas copriva ancora il 53% della produzione nazionale, mentre le fonti a basse emissioni si fermavano al 40%.

La Spagna ha invece seguito una traiettoria opposta. Dal 2000 la produzione elettrica è cresciuta del 28%, trainata dallo sviluppo di eolico e fotovoltaico. Oggi il 79% dell’elettricità proviene da fonti low-carbon e il gas pesa soltanto per il 16%, trasformando il Paese in esportatore netto di energia elettrica. È questo, secondo lo studio, il principale motivo della maggiore resilienza del mercato spagnolo rispetto alla volatilità internazionale del gas.

Lo scenario al 2030

L’analisi guarda anche al futuro. Se gli Stati membri rispetteranno i piani di sviluppo delle rinnovabili, entro il 2030 il prezzo medio dell’elettricità all’ingrosso nell’Unione potrebbe scendere fino a circa 71 euro/MWh, grazie a una quota di produzione rinnovabile vicina al 68%. Al contrario, un rallentamento della transizione energetica manterrebbe elevata la dipendenza dal gas e potrebbe far salire il prezzo medio fino a 160 euro/MWh, il 125% in più rispetto allo scenario di pieno sviluppo delle fonti rinnovabili.

Prezzi all'ingrosso dell'elettricità: evoluzione prevista fino al 2030 nei diversi scenari

Prezzi all’ingrosso dell’elettricità: evoluzione prevista fino al 2030 nei diversi scenari 

L’Agenzia avverte tuttavia che installare nuovi impianti eolici e fotovoltaici non sarà sufficiente. Per trasformare la maggiore produzione rinnovabile in bollette più basse serviranno anche reti più moderne, sistemi di accumulo, interconnessioni, maggiore flessibilità della domanda ed elettrificazione dei consumi. Solo un’evoluzione equilibrata di produzione, infrastrutture e mercato permetterà di ridurre in modo strutturale il ruolo del gas nella formazione del prezzo dell’elettricità e di rafforzare, allo stesso tempo, competitività e sicurezza energetica dell’Europa.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »