Società

Gen Z e acquisti: il 28% usa già l’AI generativa per fare shopping

Il consumatore sta cambiando rapidamente e, secondo l’analisi di McKinsey, quattro grandi tendenze globali stanno ridefinendo il settore: il percorso d’acquisto guidato dalla tecnologia, la rivoluzione della salute, l’economia dell’esperienza e l’ascesa del consumatore intraprendente.

In questo scenario, la Generazione Z si distingue per comportamenti e abitudini molto specifici che stanno rivoluzionando il modo di fare shopping.

Social e AI: il nuovo percorso d’acquisto

Per i giovani, il viaggio che porta all’acquisto è sempre più digitale e mediato. Secondo il report, i social media sono il canale più importante per la Gen Z in ogni fase del percorso, dalla scoperta del brand alla decisione finale. Il 28% dei giovani della Gen Z dichiara di utilizzare già strumenti di intelligenza artificiale generativa per fare acquisti, una percentuale che sale al 60% per l’uso regolare delle “panoramiche AI” nei motori di ricerca tradizionali (come i riepiloghi generati in cima ai risultati di Google). Tra i baby boomer, queste quote scendono rispettivamente al 16% e al 29%, a dimostrazione di un divario generazionale netto.

La scoperta di nuovi brand avviene sempre più spesso tramite i social: il 23% dei giovani della Gen Z afferma di aver scoperto nuovi marchi sui social media, superando il passa-parola di amici e familiari (18%) e avvicinandosi ai negozi fisici (28%). Ma è nella fase decisionale che i social diventano determinanti: il 34% dei giovani della Gen Z (contro il 16% dei baby boomer) dichiara che i social media giocano un ruolo chiave nella scelta di acquisto, un dato molto più alto di qualsiasi altro canale.

C’è però un dato che fa riflettere: nonostante l’uso massiccio di questi strumenti, i giovani della Gen Z dichiarano di fidarsi meno dei social media e dell’AI rispetto ad altre fonti per la ricerca di prodotti, mostrando un approccio consapevole ma critico verso le nuove tecnologie.

Tecnologia e salute: una priorità monitorata

La salute è un’altra area in cui la tecnologia gioca un ruolo centrale per i più giovani. Il 75% della Gen Z (e il 73% dei Millennial) dichiara di utilizzare strumenti come smartwatch, monitor del glucosio e fitness tracker per tenere sotto controllo il proprio benessere. Tra la Generazione X la percentuale scende al 55%, mentre tra i baby boomer crolla al 32%. Inoltre, il 26% dei giovani della Gen Z utilizza modelli di intelligenza artificiale per temi legati alla salute e al benessere.

L’economia dell’esperienza: più viaggi, meno oggetti

Anche quando si tratta di spendere, i giovani seguono tendenze diverse. Sebbene il costo rimanga il fattore più importante nella scelta di un’esperienza, i consumatori di tutte le età privilegiano sempre più le esperienze rispetto ai beni materiali. Tra il 2023 e il 2025, il mercato globale delle esperienze è cresciuto del 2,6%, mentre i beni non essenziali sono cresciuti solo dello 0,8%.

Quando si tratta di “splurge”, cioè di concedersi uno sfizio con 200 euro extra, la risposta più comune tra tutte le generazioni è “metterli da parte per una vacanza”. Ma i giovani si distinguono per un’altra preferenza: il 12% della Gen Z spenderebbe quei soldi in intrattenimento domestico, una quota doppia rispetto ai baby boomer.

Il consumatore intraprendente: risparmio, riuso e fai-da-te

La pressione sui prezzi ha trasformato le abitudini di spesa in modo strutturale. Oggi, il consumatore non si limita a tagliare i costi, ma impara modi più creativi per far quadrare il bilancio. Il report mostra che l’82% dei consumatori a livello globale utilizza i prodotti più a lungo prima di sostituirli, il 69% li ripara invece di buttarli e il 68% riduce attivamente gli sprechi.

I giovani guidano questa tendenza: la metà della Gen Z cerca attivamente ispirazione per il fai-da-te online, in particolare da influencer che insegnano a risparmiare. La metà dei giovani acquista abbigliamento di seconda mano ogni due o tre mesi. Le motivazioni, però, non sono solo economiche: per molti giovani, il secondo mercato è un modo per accedere a prodotti di qualità superiore o per vivere l’“emozione della caccia” al pezzo unico. I baby boomer, al contrario, indicano il prezzo più basso come la ragione principale per l’acquisto di seconda mano.


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