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“Voglio ringraziare una donna bellissima, tutt’altro che livorosa: Michela Murgia”: Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026 con “L’immensa distrazione”. Così la sua vittoria sancisce l’anno d’oro di Eianudi

Marcello Fois con L’immensa distrazione (Einaudi) ha vinto il Premio Campiello 2026. È la prima volta che il 66enne scrittore nuorese, oramai da anni bolognese d’adozione, vince uno dei più importanti premi letterari italiani. Autore del catalogo Einaudi dalla notte dei tempi, Fois ha superato per tre voti (83 ad 80) l’altro autore Einaudi giunto in finale, Alcide Pierantozzi con Lo sbilico, colui che pareva il favorito fin da quando durante i giorni che hanno preceduto la finale del premio Strega, dove era nella cinquina per la vittoria, le copie in vendita dei suoi romanzi nelle librerie avevano già la fascetta con la candidatura per il Campiello.

Insomma, girala da una parte o girala dall’altra, ma è l’anno di Einaudi: premio Strega a Michele Mari per I convitati di pietra e ora Fois con L’immensa distrazione. Romanzo, quello dell’autore sardo – sodale di una larga scuola alla bolognese che va da Carlo Lucarelli al compianto Stefano Tassinari -, che attraversa il Novecento à rebours, con gli occhi del capitano d’industria all’emiliana Ettore Manfredini, re dei mattatoi, 97enne appena morto nel 2017 ma con gli occhi e il ricordo rivolti al secolo familiare, industriale e politico appena passato. Una famiglia infelice, unita dal cemento del denaro ma non da quello dell’affetto, quella dei Manfredini, immersa nel secolo breve dell’emancipazione del boom economico.

Come scriveva del resto Tolstoj: “tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro, ma ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”. Fois ha voluto dedicare il suo premio alla conterranea Michela Murgia, citata ad inizio romanzo assieme a Grazia Deledda: “Scrivere è un mestiere difficilissimo. C’è tanta differenza tra scrittori e gente che pubblica. Tanta gratitudine per questo mondo. Voglio intanto ringraziare una persona che non c’è più, ma per me c’è, che era una donna bellissima, tutt’altro che livorosa, molto resiliente, si chiamava Michela Murgia”. L’immensa distrazione ha superato Lo sbilico, mentre al terzo posto si è classificata Elena Varvello con La vita sempre; quarta Valeria Parrella con La ragazzina; quinto Ermanno Cavazzoni con Storia di un’amicizia. Dopo sessant’anni di diretta Rai, la cerimonia della finale del Campiello è stata mostrata in diretta su Sky, per la conduzione di Alessio Viola e Arianna Porcelli Safonov. L’immensa distrazione succede a Di spalle a questo mondo (Neri Pozza), scritto da Wanda Marasco, romanzo vincitore del Campiello nel 2025.


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