Economia

Violenza sessuale, stop ai pregiudizi sulla escort non credibile

Una donna incline ad avere rapporti sessuali anche in cambio di banali regali. Tanto da aver avuto, nel giorno precedente alla violenza subita e la sera stessa, rapporti sessuali con soggetti diversi. Attitudini che, ad avviso della difesa dell’imputato, rendevano non credibile il racconto della ragazza sulla violenza sessuale. La sua disinvoltura di costumi rendeva invece plausibile la tesi «di un normale e genuino rapporto sessuale consenziente, all’esito di una nottata di Capodanno festaiolo, tra imputato e persona offesa».

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La Corte di cassazione respinge il teorema del difensore dell’imputato, l’avvocato Carlo Taormina, ed è costretta a ricordare che la violenza va valutata nel caso specifico, in base ai fatti, senza che il giudizio possa essere in alcun modo influenzato dai costumi sessuali, più o meno disinvolti, di chi denuncia lo stupro.

Il lavoro da escort

Non passa dunque la linea difensiva che, oltre a valorizzare, ai fini della sua inattendibilità, il lavoro da escort della persona offesa, che si concedeva anche persino «per una cena», aveva messo in dubbio anche la costrizione fisica per l’assenza di segni e la dinamica dei fatti, che si erano svolti nel piazzale di supermercato, senza che nessuno sentisse delle grida. Infine, anche la decisione di non denunciare subito, ma il giorno successivo, andava letta come un timore di essere accusata di calunnia.

Eccezioni che la Cassazione supera agevolmente. Lo stupro si può consumare con violenza anche senza lasciare segni. Quanto all’assenza di testimoni, l’aggressione era avvenuta a tarda sera davanti e in orario di chiusura del market e, dunque, era plausibile che nessuno avesse udito le grida. La donna aveva incontrato una conoscente, subito dopo i fatti, alla quale aveva raccontato quanto era avvenuto e, in un pianto disperato, le aveva chiesto di essere riaccompagnata a casa. Il giorno successivo, anche su sollecitazione dell’amica, aveva sporto denuncia, sempre più convinta che il suo aggressore doveva essere punito.

La Suprema corte si concentra sul binomio donna promiscua uguale donna inattendibile.


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