L’eclissi del secolo deve ancora arrivare
14 agosto 2026 – ore 18:00 – Finita un’eclissi se ne fa un’altra. Chi si è perso l’evento astronomico dello scorso 12 agosto, per mancanza di occhialini adatti o a causa di nuvole inopportune, avrà una seconda chance già l’anno prossimo. Il 2 agosto 2027 si verificherà infatti “l’eclissi del secolo”, un’eclissi di sole visibile nella sua totalità prima a Gibilterra e in un’area della Spagna meridionale, poi in Nord Africa (Marocco, Algeria, Tunisia e Libia), quindi in Egitto e infine in Arabia Saudita, Yemen e Somalia. In Italia, la copertura osservabile sarà parziale, seppur con un picco del 90% in Sicilia e addirittura del 99,5% nel Mediterraneo, poco più a sud di Lampedusa.
L’eclissi del secolo
La durata massima della totalità sarà di 6 minuti e 23 secondi: ciò significa che la Luna indugerà davanti al disco solare per un intervallo insolitamente lungo, tant’è che quella del 2 agosto 2027 viene indicata come una delle eclissi solari totali più lente di tutto il XXI secolo. A dire il vero, il momento clou dell’eclissi del 22 luglio 2009 si era protratto per ben 6 minuti e 39 secondi, anche se la massima totalità era visibile soltanto in pieno oceano. In altre parole, forse non assisteremo all’eclissi in assoluto più lunga del secolo, ma sarà in ogni caso la più lenta tra quelle facilmente osservabili dalla terraferma. Del resto, una durata così estesa non si vedrà più fino al 2114.
Aspettando la prossima eclissi
Calendario alla mano, ecco quando e dove si verificheranno le prossime eclissi totali: la prima si potrà osservare il 22 luglio 2028 dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. A seguire, Australia e Africa meridionale assisteranno a un’eclissi totale di sole il 25 novembre 2030. Altrettanto affascinanti ma purtroppo difficilmente osservabili saranno le eclissi del 14 novembre 2031, e del 30 marzo 2033, visibili rispettivamente dall’oceano Pacifico e da un’area compresa tra Russia orientale e Alaska. Un appuntamento astronomico, questa volta apprezzabile tra l’Africa sahariana e il Medio Oriente, è fissato per il 20 marzo 2034. L’Europa dovrà attendere fino al 12 settembre 2053 prima di essere attraversata da un’altra eclissi solare totale, mentre l’Italia dovrà mettersi il cuore in pace fino al 3 settembre del 2081.
Il fattore rarità
Ma perché un’eclissi solare totale è un evento così raro per chi la osserva da terra? In realtà, a livello globale le eclissi totali di Sole si verificano mediamente ogni 18 mesi. La vera rarità risiede nel cono d’ombra proiettato dalla Luna sulla Terra: una striscia di totalità strettissima, larga al massimo un centinaio di chilometri, che copre solo una minima porzione della superficie terrestre. Per questo motivo, la probabilità che una specifica città assista a un’eclissi totale è bassissima, con attese mediamente superiori ai tre secoli. Molto più frequenti e diffuse sono invece le eclissi solari parziali, che si ripresentano dalle due alle quattro volte all’anno e sono visibili da aree geografiche ben più ampie, grazie alla più vasta zona d’ombra parziale che la Luna proietta sul pianeta.
Il fascino delle eclissi lunari
Un discorso completamente diverso vale invece per i fenomeni lunari: le eclissi di Luna, sia totali che parziali, si verificano tra le due e le quattro volte all’anno, ma risultano di gran lunga più facili da osservare. In questo caso, infatti, è la Terra a proiettare la propria imponente ombra sul satellite: di conseguenza, l’allineamento è visibile da qualunque punto del pianeta in cui la Luna si trovi sopra l’orizzonte, ovvero da un intero emisfero alla volta. Le eclissi lunari totali, in particolare, accadono mediamente ogni anno o due e tingono il disco lunare di una caratteristica sfumatura rossastra: la prossima, visibile dall’Europa, cadrà il 31 dicembre del 2028. Un fenomeno affascinante che, a differenza dei fugaci oscuramenti solari, permetterà a un pubblico notevolmente più ampio di godersi appieno lo spettacolo, anche a occhio nudo.
Articolo di Benedetta Marchetti




