Toscana

Villa Il Sorriso compie trenta anni. Monni: “Aiutare i disabili a costruire progetti di vita”

La struttura, pubblica, sorge a Firenze e costituisce un centro di riabilitazione di eccellenza

Scritto da Walter Fortini, venerdì 6 novembre 2026 alle 16:33

Cuore, professionalità ed un pizzico di tecnologia. Tutto quello che a Villa “Il sorriso” a Firenze, che ha compiuto trent’anni, sicuramente non manca.  Una struttura dell’Asl dedicata a persone con lesione midollare stabilizzata, con disabilità momentana o cronica. Un luogo dove riabilitazione vuol dire recupero delle capacità motorie, ma anche allenare una persona che ha perso l’uso delle gambe (ed a volte anche delle braccia) a tornare protagonista nella propria vita ed immaginare una nuova vita. Magari una vita diversa, ma una vita da vivere. Con uscite culturali e ricreative. Con sport e momenti di socializzazione, perché riabilitazione è anche relazione. Reimparando a guidare un auto o a truccarsi. 

“Trent’anni  – commenta l’assessora alla sanità e alla politiche sociali della Toscana, Monia Monni, che ha partecipato alla festa – sono un compleanno importante e in questi trent’anni è cambiata la medicina, sono cambiate le tecniche riabilitative, ma soprattutto è cambiato il modo di guardare alla disabilità, anche grazie ad esperienze come villa Il Sorriso”.  “Fino a qualche anno fa  – spiega l’assessora – ci occupavamo di dare risposte e servizi efficaci: oggi ci preoccupiamo di costruire progetti di vita intorno alle persone, a partire dai loro desideri e dalle loro aspettative. È uno sforzo in più per il sistema ma questa è la strada: vuol dire lavorare in maniera integrata e mettere dentro a quel progetto di vita non soltanto le risposte sanitarie e sociali, ma anche quelle lavorative e abitative, perché tutto deve contribuire a garantire una vita il più piena, il più autonoma e il più ricca possibile. Questa struttura lavora in questo senso”.

Villa “Il Sorriso” ha ripreso stabilmente l’attività nel 2025 dopo lavori di ristrutturazione dell’edificio, due piani e un seminterrato terra. Nel 2024 sono stati infatti riqualificati gli ambienti interni e migliorata l’accessibilità, con alcune stanze dove le luci si accendono e spengono con comandi della voce o la la presenza.

A Villa “Il Sorriso” ci sono oggi cinque ospiti che abitano nella struttura: la degenza media è di ventuno giorni. Altri ospiti ci passano mattina e pomeriggio o vi si recano per attività di “day hospital”. La villa costituisce una delle quattro strutture che compongono il presidio di San Felice ad Ema, tra Poggio Imperiale e il Galluzzo, e nel 2025 ha preso complessivamente in carico centodue pazienti (31 in regime residenziale, 71 semiresidenziali), oltre a cinquanta prestazioni svolte in regime ambulatoriale.

La struttura conta camere da letto, spazi comuni e cinque palestre anche con dispositivi robotici. Si individuano, valutano e provano ausilii personalizzati. La struttura opera in stretta sinergia con l’unità spinale del Cto di Firenze e si avvale della collaborazione degli specialisti dell’Asl Toscana Centro che garantiscono una presa in carico globale e personalizzata della persona anche nel recupero delle abilità necessarie per affrontare le attività della vita quotidiana. Persone con una lesione da più tempo affiancano chi ha appena iniziato il percorso. Fondamentale è la collaborazione di Habilia Ets, associazione di pazienti che sostiene attivamente il centro e contribuisce alla realizzazione di progetti e iniziative. Alcuni di questi sono stati possibili grazie al contributo della Fondazione Cr Firenze.  

Con l’assessora oggi c’’era il direttore generale dell’Asl Toscana Centro Valerio Mari. “Villa Il Sorriso – commenta – è un centro di eccellenza: tutte le fasi del percorso di cura sono finalizzate a promuovere il miglioramento della qualità di vita di chi proviene dai reparti per acuti. Sono presenti tecnologie avanzate ma soprattutto in questo Centro opera personale fisioterapico altamente specializzato”.

Il compleanno per le trenta candeline è diventata l’occasione per una festa che si è conclusa con un torneo di calciobalilla e tennis da tavolo. Una mostra di fotografie in bianco e nero ha raccontato i volti, sorridenti degli ospiti della villa.
 


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